È l’ultima carta per scombussolare i piani (altrui) nella partita del Quirinale. Una donna per il Colle, è questo il piano del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, con l’ex premier prepara un appello ai partiti per eleggere una donna come erede di Sergio Mattarella. 

Come scrive oggi Repubblica in un retroscena, Conte si appresta a fare l’appello dopo le festività, chiedendo anche al centrodestra di convergere su un nome al femminile come segnale di rinnovamento delle istituzioni e della politica.

Una mossa per togliere dai giochi da una parte Silvio Berlusconi, candidato ancora ufficioso di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, e dall’altra Mario Draghi: l’attuale presidente del Consiglio nella conferenza stampa di fine anno ha lanciato un vero e proprio assist per una sua candidatura al Colle, trovando però grande freddezza da parte dei partiti, fatta eccezione per il Partito Democratico.

Ma quella di Conte appare in realtà come una mossa della disperazione, visti i nomi fatti filtrare. Ai grillini, in pratica, andrebbe bene chiunque: così nel calderone del toto-Quirinale finiscono profili più disparati.

Qualche esempio? Ci sono due Guardasigilli: l’ex ministra Paola Severino, professoressa ordinaria di diritto penale all’università Luiss, e l’attuale Marta Cartabia, le cui ideee sul garantismo e la giustizia sono molto distanti da quelle pentestallate. Ma nella lista figurano anche Letizia Moratti, tirata in ballo per il Colle dopo un recente colloqui con la leader di FdI Giorgia Meloni salvo poi smentire una sua candidatura; quindi Elisabetta Belloni, nominata da Draghi a capo del Dipartimento per le informazioni e la sicurezza al posto del ‘contiano’ Gennaro Vecchione; infine Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato che in realtà dai 5 Stelle è stato spesso accusata per presunte forzatura dei regolamenti parlamentari e per l’uso dei voli di stato.

Mossa, quella di Conte, che in realtà ha ricevuto critiche: nei ‘palazzi della politica’ in molti hanno fatto notare come l’assenza di nomi sia un segnale di debolezza e di paralisi in cui è finito il Movimento contiano, una mossa propagandistica in cui si butta nel calderone quirinalizio soltanto il genere, senza alcuna indicazione. 

Cinque Stelle che, con 234 parlamentari, rappresentano il 23% dei 1009 grandi elettori che decideranno il prossimo presidente della Repubblica nei primi mesi del 2022.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia