Se, parola di Matteo Salvini, il centrodestra deciderà a gennaio la strategia comune in vista della partita del Quirinale, per Silvio Berlusconi probabilmente non è necessaria tanta attesa per capire che la sua autocandidatura al Colle sia districata di ostacoli.

Fuoco amico che arriva anche dal suo partito e non da un nome qualsiasi: Giuliano Urbani, ex ministro dei Beni culturali e tra i fondatori del partito azzurro, esponente dell’ala più liberale di Forza Italia, boccia dalle colonne di Repubblica l’ipotesi di Berlusconi al Quirinale.

Per Urbani infatti Berlusconi sarebbe “un Presidente super partes più nell’apparenza che nella sostanza”, mentre “in questo momento storico al Paese serve una presidenza che unisce, non che divida”.

Il problema, secondo l’accademico ed ex consigliere d’amministrazione della Rai, è che col Cavaliere al Colle “le forze politiche non gli affiderebbero la delega che hanno dato a Mattarella nei momenti difficili come l’attuale”, ponendo dunque “un problema di governance complessiva del sistema”. Dure quindi le parole sul presidente di Forza Italia: secondo Urbani infatti Berlusconi si candida al Quirinale in cerca di una “rivalsa in termini di immagine, in quanto convinto “di aver subito il Male”.

L’auspicio invece dell’ex ministro è quello di un Mattarella bis, considerato “la soluzione migliore”, mentre il presidente del Consiglio Draghi deve “rimanere al governo, altrimenti rischiamo di pesare meno in Europa”.

Un altro ‘grande vecchio’ del centrodestra che non crede all’ipotesi Berlusconi al Quirinale è Umberto Bossi. Il “Senatur” a La Stampa sottolinea infatti che l’ex alleato e compagno di governo non la spunterà nella sua corsa al Colle.

Volete sapere come andrà a finire? Dovrebbe farcela Casini”, dice infatti Bossi puntando dunque le sue fiches sull’esponente centrista, decano dei parlamentari. Bossi che sgombra il campo anche da possibile candidature leghiste al Quirinale, come quella del ministro Giancarlo Giorgetti: “Ma no, non è proprio il tipo. Non è uno che vuole mettersi in vista”.

Quanto a Draghi, secondo Bossi “sta governando abbastanza bene ma se davvero vuole arrivare al Colle deve stare attento soprattutto alla sinistra. A sceglierlo come presidente del Consiglio è stato anche Berlusconi che ha preferito lui, un banchiere centrale, a un banchiere d’affari. Magari la sinistra all’ultimo lo taglia”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia