Centrodestra in stand by sui nomi per il Colle. In particolare è proprio il Cavaliere a trincerarsi a villa San Martino. Da Arcore arrivano pochissime informazioni e i ‘se’ abbondano. Salvini rimane fiducioso e conferma che il centrodestra sta “attendendo da Berlusconi la sua scelta” e che, sulla candidatura al Quirinale, tutta la squadra “si muoverà compatta”. Ribadisce che “il vertice si farà entro questa settimana, come promesso” e, all’invito di Enrico Letta a scegliere un candidato comune, replica: “Io ascolto tutti e incontro tutti. Abbiamo l’ambizione di fare una proposta di centrodestra e di altissimo livello”.

Gli alleati non hanno ricevuto alcuna convocazione del summit romano che avrebbe dovuto tenersi domani e che ora rischia di saltare del tutto. Molti, nella coalizione, sono convinti che il Cavaliere si ritirerà a breve. Giorgia Meloni esorta la sua parte politica a “giocarsi bene la partita del Quirinale”.

Dopo la riunione durata circa tre ore dell’esecutivo che si è svolta nella sede di Fdi a Roma, trapela la notizia che sarebbero aperti anche a “personalità non necessariamente provenienti dal mondo della politica, capaci di ricoprire ruoli istituzionali apicali”. La presidente di Fratelli d’Italia ha ricordato che “l’obiettivo è avere un presidente della Repubblica patriota, che difenda gli interessi nazionali italiani e sappia rappresentare l’Italia con autorevolezza e credibilità”.

Il vertice del centrodestra potrebbe slittare al fine settimana, anche se circola l’ipotesi che venga definitivamente cancellata. Meloni aveva già dichiarato ieri, 18 gennaio, che, qualora la disponibilità di Berlusconi venisse meno, FdI sarebbe pronta a formulare le sue proposte. Durante il vertice, la presidente ha garantito la compattezza del voto di tutti i suoi 64 elettori per il nome di centrodestra.

Alla Farnesina, intanto, c’è stato un “incontro positivo e sereno” tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte. Si è trattato di un primo faccia a faccia tra i due esponenti del Movimento che nell’ultimo periodo si erano incontrati solo nelle riunioni della “cabina di regia”. Il ministro degli Esteri avrebbe sottolineato l’urgenza che i gruppi restino “compatti” anche per rimarcare la centralità del M5s, e dei suoi numeri in Parlamento. Resta quindi “centrale” la questione del proseguimento della legislatura: punto fondamentale da garantire e su cui lavorare. Anche con l’obiettivo di preservare Draghi da ogni tentazione di tatticismo politico.

Riccardo Annibali