L’unità del centrodestra sul nome di Silvio Berlusconi come candidato da proporre per la partita del Quirinale, che partirà ufficialmente il 24 gennaio prossimo in Parlamento, è finita nel volgere di pochi giorni. Il vertice di Villa Grande di venerdì scorso, quello che aveva portato alla nota congiunta ‘partorita’ nella residenza romana del Cavaliere che candidava quest’ultimo al Colle in attesa di “sciogliere la riserva”, è già un lontano ricordo per Matteo Salvini.

Il leader della Lega, che non vuole perdere la sua leadership nel centrodestra e aspira chiaramente a fare da ‘kingmaker‘ nella partita del voto per il prossimo capo dello Stato, lavora alla luce del sole al cosiddetto piano B per il Colle.

Il messaggio di Salvini è infatti evidente e preoccupante per Berlusconi. “La settimana prossima, quando si comincia a votare, la Lega come forza responsabile e di governo, adesso e nei prossimi anni, farà una proposta che penso potrà essere convincente per tanti se non per tutti”, dice infatti il segretario del Carroccio fuori dal Senato.

Da Salvini dunque l’apertura evidente a considerare un secondo nome dopo quello di Berlusconi, considerata la ferma, netta e più volte ribadita opposizione di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e anche Italia Viva a votare il Cavaliere come prossimo capo dello Stato.

Al segretario Dem Enrico Letta si rivolge sempre Salvini in merito alle polemiche sul ‘diritto di precedenza’ del centrodestra nel proporre un nome per il Colle, un ruolo negato dal numero uno del PD e che invece il segretario del Carroccio reputa “un onore e un onere”.

Per Berlusconi invece il messaggio è chiaro, Salvini spiega di “aspettare che il presidente faccia i suoi incontri e conti”, ma in ogni caso una decisione dovrà essere presa “prima che si cominci a votare la settimana prossima“. L’ex numero uno del Viminale ribadisce dunque che il centrodestra non possa accettare “veti da parte di nessuno, specie dalla sinistra”. E sul Quirinale il leader della Lega fissa nuovamente l’agenda, con un nuovo vertice del centrodestra sul tema che si terrà “entro metà settimana, mercoledì o giovedì”.

Quanto alle prospettive del governo, Salvini vede ancora Mario Draghi come prossimo inquilino di Palazzo Chigi. L’ex numero uno della Bce è infatti “sarebbe una garanzia per tutti”. Ma il segretario del Carroccio chiede anche un sostanziale cambiamento nella composizione dell’esecutivo, il già ribattezzato governo dei segretari: “In un anno difficile, tutti ci mettano le energie migliori: se questo volete chiamarlo ‘patto’ con i leader, chiamatelo patto o chiamatelo come volete”, spiega infatti l’ex ministro dell’Interno.

Le parole di Salvini hanno trovato una immediata replica da Forza Italia, con fonti del partito azzurro che hanno ribadito come “senza dubbio il profilo del presidente Silvio Berlusconi sia quello più autorevole”, mentre le parole di Salvini vengono considerate “in linea con gli impegni presi e l’accordo raggiunto alla riunione dei leader di centrodestra di venerdì scorso”.

Nel mirino, ovviamente, finisce la stampa: “Ogni tentativo di creare polemiche o contrapposizioni fittizie, utili solo agli avversari politici, sarà dunque respinto”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.