È una immagine sfocata che mostra un ragazzo “apparentemente di circa venti anni”, capelli castano chiaro, alto, con un cappotto nero e cappuccio pellicciato.

Sarebbe lui il sospetto aggressore di Marco Pannone, il 25enne italiano originario di Fondi, in provincia di Latina, che nella notte tra venerdì e sabato scorso è stato picchiato e ridotto in fin di vita fuori un pub di Londra, in zona Brixton, dove lavorava come cameriere.

A diffondere l’immagine, tratta da una telecamera a circuito chiuso , è stata Scotland Yard, che ritiene l’uomo nel fotogramma il sospetto responsabile dell’aggressione brutale di Marco.

Dalla polizia è arrivato un vero e proprio appello alla cittadinanza, a farsi avanti se in possesso di informazioni utili alle indagini: è possibile infatti contattare la polizia di Londra chiamando il numero “101” citando il codice “CAD 85/03Dec”. Mentre, se si vuole rimanere anonimi, si può contattare l’associazione “Crimestoppers” al numero +440800555111.

Caso che la polizia ha definito aggressione “unprovoked”, ovvero non provocata da Pannone. Secondo il racconto di alcuni testimoni citati dai media britannici, il giovane sarebbe stato aggredito dopo aver detto a due clienti di lasciare il locale: Marco sarebbe stato colpito al volto con un pugno facendolo cadere e facendogli sbattere violentemente la testa sul marciapiede. “Vive a Londra da cinque anni e niente del genere era mai successo prima, ha sempre detto quanto si sentisse tranquillo qui“, ha raccontato la sorella, Veronica, come riferisce l’AdnKronos.

Il primo dei familiari di Marco a raggiungere Londra dopo aver ricevuto la notizia dell’aggressione, un avviso arrivato tramite Facebook, con un amico del ragazzo che ha contattato la sorella, è stato lo zio chef a Roma, Massimo.

Appena atterrato sono andato in ospedale – ha raccontato a Leggo l’uomo -. Una dottoressa gentile mi ha spiegato che le condizioni di Marco sono molto gravi. Che è arrivato in condizioni disperate e hanno dovuto asportare una parte di calotta cranica per cercare di ridurre la pressione e salvargli la vita“. Marco è stato sottoposto a coma farmacologico e sta lottando per la vita.

Redazione