Il gotha del calcio italiano sotto la lente d’ingrandimento di Report. Nella puntata del programma di Rai3 che andrà in onda questa sera il focus sarà sui “nuovi padroni del calcio”, tra retroscena e segreti del mondo del pallone.

Ma dell’inchiesta Report anticipa anche le “pressioni di Leonardo Bonucci sul giovane compagno di squadra alla Juventus Dejan Kulusevski per cambiare procuratore. L’improvviso voltafaccia al proprio agente della giovane promessa del Genoa Gianluca Scamacca. Gli intrighi dietro l’acquisto per 20 milioni di euro dell’attacante kosovaro Vedat Muriqi, uno dei giocatori più pagati dalla Lazio da quando Claudio Lotito è presidente del club e che ha fatto panchina per quasi tutto l’anno. Le voci su un presunto acquisto della procura del centrocampista della AS Roma Jordan Veretout da parte di un agente finito più volte nel mirino degli investigatori per i suoi presunti rapporti con uomini della camorra. La costosa compravendita del giovanissimo Nicolò Rovella tra Juventus e Genoa che ha permesso ai rossoblù di sistemare il bilancio”, rilancia il programma di Rai3 nell’anticipare l’inchiesta.

I ‘CASI’ RAIOLA E PASTORELLO – Il servizio, intitolato ‘I padroni del calcio’, mette nel mirino alcuni nomi noti anche ai meno esperti di calcio: tra questi il superprocuratore Mino Raiola, tra gli agenti più pagati al mondo e rappresentante di campioni come Zlatan Ibrahimovic, Paul Pogba e Gianluigi Donnarumma, ma anche Federico Pastorello, procuratore del bomber dell’Inter Romelu Lukaku.

Per entrambi il problema sollevato da Report riguarda la presenza a Malta delle società dei due agenti. Raiola, spostando la sua Three Sport sull’isola, riesce ad avere enormi vantaggi con una tassazione del 5 per cento: il requisito fondamentale sarebbe quello di non possedere una società fittizia, ma l’inviato della Rai non sarebbe riuscito a visitare la sede o incontrare un dipendente. “L’impressione è che il palazzetto d’epoca sia in realtà solo un domicilio fiscale per tante aziende”, spiega Report.

TARE E LA LAZIO – Secondo la trasmissione di Rai3 il direttore sportivo della Lazio, Igli Tare, sarebbe il proprietario occulto di 400 sale scommesse in Albania. La notizia è contenuta in un’indagine della Guardia di Finanza di Bari che nel 2018 ha portato all’arresto di decine di persone legate a Cosa nostra, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita, che cercavano di riciclare denaro attraverso società di gioco d’azzardo.

Una di queste, la Top Bast, secondo gli investigatori italiani sarebbe riconducibile a Igli Tare e al fratello Genti, console albanese in Turchia: proprio lui, nel 2015, è stato contattato dagli uomini dei clan per un tentativo d’acquisto. I due fratelli Tare non sono stati indagati dalla Procura di Bari, perché la compravendita non si è conclusa. Gli atti dell’indagine sono stati trasmessi dai magistrati alla Figc, che però non ha mai aperto un’inchiesta sportiva sul ds della Lazio, come ha confermato lui stesso a Report. Tare ha poi voluto precisare la sua “assoluta estraneità” e la “falsità delle notizie” presenti nell’inchiesta della Guardia di Finanza e dei pm baresi.

LE PLUSVALENZE TRA JUVENTUS E GENOVA– Riflettori accesi anche sulle plusvalenze, fondamentali per molti club di Serie A per ‘restare a galla’ tra bilanci in costante rosso. Tra i più attivi nel ‘settore’ c’è il presidente del Genoa Enrico Preziosi, tirato in ballo da Report per il trasferimento alla Juventus del giovanissimo centrocampista Nicolò Rovella, costata ai bianconeri ben 18 milioni di euro per un calciatore classe 2001 con poche presenze nel campionato.

Una compravendita senza soldi: mentre il Genoa cedeva Rovella alla Juventus, il club ligure acquistava contemporaneamente dai bianconeri due giovani per lo stesso identico valore complessivo. Operazione insomma a zero euro come scrittura contabile, ma che consente di ripianare i bilanci grazie alle plusvalenze dei cartellini.

LE OPERAZIONI SOSPETTE DI ALLEGRI – Ma oltre a club e procuratori Report ‘indaga’ anche sul neo allenatore della Juventus Massimiliano Allegri. Il tecnico è infatti finito nel mirino di Bankitalia per alcune operazioni ritenute sospette: si tratterebbe di pagamenti della società maltese Oia Service Limited, legata al mondo del gioco d’azzardo e sospettata dall’Antimafia di Regio Calabria di legami con l’ndrangheta.

Un caso segnalato da una filiale di Torino dove Allegri aveva aperto un conto nel 2014: da lì risultarono sette bonifici tra il 2018 e il 2021 per un totale di circa 161mila euro. Allegri si è dichiarato estraneo a qualsiasi attività illecita, spiegando di non aver mai scommesso sul mondo del calcio.

 

Redazione