Attivo fino agli ultimi giorni della sua vita, rilasciando un’intervista appena un paio di settimane fa, Aldo Masullo se n’è andato con la stessa operosità che ha contraddistinto una lunga carriera accademica e politica. Laureatosi sia in Filosofia che in Giurisprudenza all’Università di Napoli Federico II, negli anni di Benedetto Croce, ha esercitato sia la professione di avvocato penalista, sia quella di docente universitario, ricoprendo gli insegnamenti di Filosofia teoretica e Filosofia morale nell’Ateneo napoletano. Il contesto intellettuale della città partenopea è stato fondamentale per la formazione del suo pensiero filosofico.

Grazie al contatto con Cleto Carbonara, aderente allora al materialismo critico, il giovane Masullo si esercita nel rigore concettuale, attraverso cui inizia ad elaborare una propria posizione originale. Nella costruzione della sua prospettiva filosofica si combinano in quegli anni anche altre componenti: il neoidealismo, crociano e gentiliano, lo sperimentalismo di Antonio Aliotta, e l’idealismo; in seguito, mosso dalle proprie inquietudini, suscitate dai tragici eventi bellici, comincia ad approcciarsi anche all’esistenzialismo e allo spiritualismo. Tuttavia, sarà il bisogno di comprendere l’uomo concreto e le sue reali tribolazioni a condurlo alla fenomenologia, che approfondirà negli anni ’50 con soggiorni di studio a Friburgo.

Con lo scoppio delle contestazioni studentesche degli anni 60-70, Masullo rientra nel novero dei professori progressisti. Infatti, quando viene eletto deputato come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, ed in seguito come senatore, si occuperà sempre dei problemi relativi al sistema scolastico, università e ricerca, anche come parlamentare europeo, quando lavora con Nilde Iotti nella Commissione legale. Affiancando sempre l’insegnamento accademico, Masullo tornerà di nuovo al servizio della politica quando, dopo la crisi politica e sociale degli anni Ottanta, agli inizi degli anni Novanta si verifica un generale risveglio della coscienza collettiva.

Acquisisce consensi dapprima a livello locale, a Napoli, suggerendo la demolizione e il rifacimento integrale dei Quartieri Spagnoli; e successivamente a livello nazionale, come capolista del Pds nelle elezioni amministrative del giugno 1992 e poi, nel marzo dell’anno successivo. Dal 1994 al 2001 è di fatti di nuovo impegnato per due legislature al Senato, ed è membro della Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Memorabili i suoi interventi in aula, quando si discutono disegni di legge relativi a temi quali l’ergastolo o la procreazione assistita.