Nero su bianco con l’omino arancione che guarda all’insù con il cannocchiale, l’insegna “Il Riformista” era stata abbandonata a Roma in un locale in disuso di via dei Pellegrini. Proprio lì sorgeva la prima sede del giornale ideato da Claudio Velardi e che vide la luce per la prima volta il 23 ottobre 2002. L’ingegnere Gianfranco Pizzuto l’ha ritrovata stesa sul pavimento ancora in quella stessa sede e l’ha riportata al giornale che ha riaperto il 29 ottobre 2019. “Un vero e proprio segnale di buon augurio”, ha detto l’ingegnere che ha gentilmente raccolto la testimonianza storica del giornale e l’ha riconsegnata alla nuova redazione.

Pizzuto è un ingegnere napoletano che si occupa di ristrutturazioni edili per il settore civile e alberghiero. Quando è entrato nella sede di via Pellegrini per la prima volta ha trovato un cumulo di giornali impolverati, scaffali pieni di carte e dispositivi elettronici. Un pezzo di storia del giornalismo italiano che concluse la sua prima vita il 30 marzo 2012 con la direzione di Emanuele Macaluso. Prima di lui al timone c’erano stati Antonio Polito e Stefano Cappellini.

“Quando ho trovato l’insegna ho pensato che fosse giusto riconsegnarla ai legittimi proprietari”, ha detto Pizzuto. E così ha contattato via Facebook il direttore Piero Sansonetti e la nuova redazione è tornata in possesso di un cimelio storico. Un segno che la storia continua, un buon augurio per una grande avventura. Tutta la redazione del Riformista sentitamente ringrazia l’ingegner Pizzuto per aver riportato nella nuova casa del giornale un pezzo della sua storia.