La chiusura della storica scuola calcio di San Lorenzo a causa dei roghi tossici sta diventando un caso politico. Una battaglia cavalcata in primis dal centrodestr che chiede al Campidoglio risposte rapide ed efficaci per tornare in campo i ragazzi. La Lega è andata oltre mettendo a punto un piano speciale di interventi per indirizzare al meglio il municipio.
L’INTERVENTO DI MALAGO’
Interpellato dal Riformista.it durante un webinar con Giancarlo Cremonesi, condotto da Valentina Renzopaoli, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha promesso di seguire il caso di San Lorenzo: “Come Coni purtroppo non possiamo intervenire – spiega – ma tramite i delegati e i comitati ci impegneremo per trovare una soluzione. Con il governo precedente si era lavorato per affidare al Coni la gestione dello sport di quartiere. Purtroppo qualche benpensante ha scelto di burocratizzare il tutto e i risultati si vedono…come in questo caso”.
IL PIANO DELLA LEGA
Verificare le condizioni del campo e constatare le opportunità di convivenza tra residenti del quartiere, la scuola Calcio San Lorenzo e l’insediamento rom. Lo chiara in una nota il coordinatore romano della Lega, Alfredo Becchetti. «Questo -dice- l’obiettivo del sopralluogo condotto oggi dalla Lega di Roma presso il campo in via dei Gordiani. Una situazione che, ancora oggi, continua a creare problemi e disagi: oltre alla difficile inclusione, quel versante del V Municipio deve combattere con il forte degrado prodotto dai rifiuti presenti proprio presso l’ingresso dell’insediamento, dai roghi, da incuria e insicurezza».
QUARTIERE MOBILITATO
«È urgente trovare una vera chiave di convivenza tra i residenti del campo e il quartiere -spiega il capogruppo della Lega in assemblea Capitolina, Maurizio Politi-. Per noi è fondamentale l’inclusione nel rispetto delle regole. I roghi tossici, però, non sono accettabili in nessun modo, soprattutto se ledono la libertà dei ragazzi di praticare il nostro sport nazionale: senza creare inutili tensioni sociali, vogliamo una chiara collaborazione con i rom. È necessario capire chi deve essere allontanato da questo campo, e chi invece va aiutato: è intollerabile che una scuola calcio non possa portare avanti il proprio progetto di educazione sportiva, quando l’amministrazione Capitolina non fa nulla per risolvere a monte il problema e le criticità prodotte dai roghi nel campo. Abbiamo già depositato un esposto al Prefetto, oggi depositeremo un’interrogazione al sindaco Raggi: i responsabili sono in questo campo, vanno identificati e poi allontanati. Non è possibile che in questa città chi sbaglia non paga mai».
CONTROLLO DEL TERRITORIO
«Non è il primo campo che visitiamo -spiega la consigliere della Regione Lazio, Laura Corrotti- la situazione però è sempre la stessa: degrado, condizioni igienico sanitarie precarie, bambini che non vanno a scuola. La cosa grave, in questo caso, è la forte vicinanza ad un centro sportivo. La Raggi, con il suo piano rom, ha solo speso soldi dei cittadini senza trovare soluzioni. A questo danno la beffa di non aver fatto nulla: e questa inerzia ha portato alla chiusure del centro sportivo, frequentato da tantissimi bambini, piuttosto che prendere provvedimenti per fare chiudere il campo. C’è bisogno di trovare delle soluzioni subito per superare il concetto dei campi rom».
QUI FRATELLI D’ITALIA
“Che si aspetta a fare una commissione apposita con relativa conferenza dei servizi coinvolgendo gli organi preposti e competenti tutti intorno ad un tavolo? Operazione forse troppo complicata…” si chiede Alessandro Cochi delegato sport di Fd’I a Roma. “Mi sembra che sulla gestione dei campi rom a Roma il risultato sia parecchio deludente e il San Lorenzo calcio e’ un’altra testimonianza diretta ed evidente di ciò”, chiosa Cochi.

Sofia Unica