Nella Roma in cui tutti parlano basta che sia contro, in queste ore va di moda la polemica sulla pista ciclabile del lungotevere. In molti stanno gridando allo scandalo perché la Raggi sta deturpando il paesaggio con una colata d’asfalto stile A1. In effetti a guardarlo dall’alto l’effetto non è molto accattivante. In pochi sanno, però, che quella che si vede ora non è la ciclabile, ma la prima fase di un lavoro che vede allo studio ben due Sovrintendenze: quella statale e quella comunale.

La ciclabile sul Tevere

LA SCELTA DELLA VERNICE

Il motivo di questo vertice (in realtà siamo già al terzo incontro…) vede al centro della disputa la scelta della vernice da utilizzare per la pista dedicata alle biciclette. Per la precisione la tonalità da utilizzare per rendere non deturpare le sponde del Tevere che – di fatto – è un monumento a cielo aperto. Gli attacchi a Virginia Raggi vanno sempre di moda ma mai come in questo caso sono un clamoroso autogol. Già, perché la sindaca – da sempre sensibile ai temi dei ciclisti e dell’ambiente – ha chiesto il massimo rigore per evitare che la ciclabile si trasformasse in un problema. Fino a qualche settimana fa la ciclabile del lungotevere era nota per buche pericolosissime, fango, sporcizia e passaggi tra insediamenti rom e rifiuti. Nessuno allora aveva gridato allo scandalo. Oggi, in attesa di una tinta, tutti vanno all’attacco.

Virginia Raggi in bici

LA POLEMICA

«Qualche giorno fa i Romani si sono svegliati con l’ennesima brutta sorpresa da parte della Giunta Raggi, un’inguardabile colata d’asfalto comparsa nel tratto delle banchine del Lungotevere che va da Ponte Umberto I a Ponte Vittorio Emanuele II, uno scempio che dovrebbe essere una pista ciclabile ma che all’atto pratico risulta in una passata di bitume asimmetrica tra gli storici sampietrini della passeggiata e rovina un simbolo del centro storico». Così in una nota Ermenegildo Rossi, segretario Ugl di Roma e Provincia, che aggiunge: «un sindaco dovrebbe tutelare il patrimonio storico-artistico della Capitale, non deturparlo con lavori al limite dell’oltraggioso, è inconcepibile che si sia pensato di stravolgere l’impatto visivo di una delle passeggiate più belle del mondo senza prestare la minima attenzione alla salvaguardia della bellezza di uno dei punti più caratteristici ed evocativi della Capitale, un lavoro a dir poco approssimativo se consideriamo anche che i ciclisti già utilizzano regolarmente quel tratto senza riscontrare particolari problemi», conclude.

Virginia Raggi in bici

ROMA PRIMA IN EURO PER INVESTIMENTI SULLA CICLABILITA’

In attesa che esperti di paesaggio e sovrintendenti trovino il colore giusto che non deturpi ponti e muraglioni, Roma viene premiata dall’Ue come città top per investimenti sulla ciclabilità. Un riconoscimento che finora era sempre andato a città più avanti su temi legati alle due ruote come Amsterdam o Berlino. Ora c’è Roma, che col progetto Grab, sta aprendo a un nuovo tipo di turismo: quello dei biker. Certo, alcune scelte sono migliorabili (vedi la ciclabile di Ostia o parte di quella sulla Tuscolana), ma è un inversione di rotta che, quantomeno, andrebbe sottolineata. Passeggiare per Roma in sella a una bicicletta sta diventando sempre più facile e meno pericoloso anche grazie a queste ciclabili. A fronte di un incremento delle bici pari – fonte Istat – a +380% dal 2016 (da quando è stata eletta sindaca la Raggi) c’è stata una diminuzione del 29% annuo delle morti.
IL CAMPIDOGLIO

Da Palazzo Senatorio si dicono certi di risolvere il caso vernice entro fine maggio e inaugurare la nuova ciclabile del lungotevere in tempi record. “Dando alla città una corsia dedicata, lontana dal traffico automobilistico e finalmente sicura”. Il resto sono chiacchiere e polemiche che non fanno di certo bene alla nostra città

Sofia Unica