Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, si dimostra complicata la sfida di completare la pulizia straordinaria di Roma entro Natale, come richiesto dal sindaco Roberto Gualtieri. I vertici dell’Ama, stretti tra promesse e obblighi, sono pronti ad accendere il sistema di tracciamento dei mezzi della flotta anziendale. Di nuovo. Dopo sei anni di stop, infatti, torna il Gps sugli autocompattatori dell’azienda municipalizzata.

Contro i ‘furbetti’

Il sistema entrerà in funzione già nei prossimi giorni, fanno sapere dall’azienda. L’obiettivo è il monitoraggio puntuale delle performance dei camion e degli squaletti (i mezzi più piccoli) di Ama.

Ma, soprattutto, il sistema consentirà di inviare sul posto le officine mobili in caso di guasti ai mezzi della flotta o, ancora, mandare una squadra di vigili urbani se i netturbini troveranno auto parcheggiate davanti ai cassonetti.

L’ambizione, ancora più grande, è quella di contrastare il fenomeno dei ‘furbetti’ che in questi anni hanno utilizzato, in maniera arbitraria, i mezzi a loro disposizione. Il sistema, nonostante i dubbi da sciogliere sulla violazione della privacy, monitorerà il comportamento degli addetti dell’Ama. L’obiettivo è quello di porre la parola fine ai turni troppo lenti dei lavoratori, a deviazioni tanto impreviste quanto immotivate, alle pause caffè in eccesso e agli utilizzi impropri della flotta aziendale.

Una misura ritenuta necessaria a fronte dei precedenti che hanno macchiato il nome di Ama: sui registri della direzione del personale, infatti, sono annotati episodi in cui le automobili dell’Ama sono state usate dai dipendenti per sbrigare faccende personali, oppure quando i camioncini sono stati riadattati in furgoni per piccoli traslochi personali. Adesso, con la riattivazione del tracciamento, Ama auspica nella fine di questo vergognoso fenomeno.

Del Gps saranno dotati anche i 49 nuovi mezzi che l’azienda sta per comprare, per un totale di 11 milioni di euro. Questi andranno a sostituire i vecchi compattatori e arriveranno nelle rimesse della partecipata del Campidoglio con un sistema di geolocalizzazione di ultima generazione.

Una lunga storia di flop

La storia del tracciamento sui mezzi della flotta della municipalizzata parte da lontano ed è fatta di ostacoli, ma anche flop. Il primo sistema per la geolocalizzazione dei veicoli di Ama è stata messa in campo dall’ex sindaco Ignazio Marino: nel 2015 erano oltre 1.200 gli automezzi cablati.

Poi il primo flop. Il sistema da 1,5 milioni di euro è stato improvvisamente messo da parte dall’Ama e successivamente scoperto e rispolverato per puro caso dall’ex amministratore delegato Lorenzo Bagnacani: nel 2017, l’ex ad ha scoperto in una stanza chiusa a chiava una console intonsa, simbolo degli sprechi d’oro accumulati nell’ultimo decennio dalla municipalizzata. Il caso è poi finito nel mirino della procura della Corte dei Conti.

Redazione