Braccia tese nel saluto romano, l’urlo “Presente!” dopo il nome del defunto. È il contesto, dal chiaro sapore fascista, del funerale di Alberto Stabilini, militante dell’estrema destra milanese con un passato nel Fronte della gioventù, che ha portato a polemiche fortissime per la presenza tra i partecipanti di Romano La Russa.

Assessore regionale lombardo alla Sicurezza, fratello del fondatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Senato Ignazio, c’era anche lui alla cerimonia che si è svolta presso la chiesa di via Copernico lunedì 19 settembre.

Come testimoniato da un video pubblicato dal Fatto Quotidiano online, La Russa partecipa assieme ad una decina all’addio al feretro di Stabilini, con saluto romano e tutto il resto dell’armamentario fascista.

Per l’assessore però non ci sarebbe nessun richiamo al Ventennio e al fascismo in quanto accaduto durante i funerali di Stabilini. Intervistato dal Corriere della Sera La Russa, subentrato come assessore regionale al posto di Riccardo De Corato, che ha deciso di candidarsi in Parlamento, nega che quella fosse una cerimonia fascista.

Si trattava, spiega La Russa, di un “rituale militare“. “Il presente è un saluto a braccio teso non c’entra niente con il saluto romano. O si fa o non si fa il presente, ma non è il saluto romano, è il presente che diamo da sempre ai nostri defunti da 60 anni a questa parte”, prova a giustificarsi l’assessore. Insomma, semplicemente “un saluto militare a braccio teso”, perché “non è che ogni volta che uno alza il braccio fa il saluto romano”.

Tutto risolto dunque, anche se La Russa non nasconde come quel gesto sia stato “inopportuno” e che la reazione del fratello Ignazio e del partito non è stata ovviamente entusiasta. “Si è arrabbiato, mio fratello e tanti altri”, spiega Romano La Russa.

Ovvie le polemiche politiche. Dal Partito Democratico il capogruppo in Consiglio regionale della Lombardia Fabio Pizzul ha definito quello di La Russa “un fatto molto grave, non degno di un’istituzione democratica come Regione Lombardia, pertanto chiediamo all’assessore La Russa di dissociarsi pubblicamente”. In caso contrario “ci attendiamo che sia il presidente Fontana a censurare il gesto, senza costringerci a depositare in Consiglio una mozione“, l’aut-aut di Pizzul.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.