Politica
Salvini in piazza Duomo, prove tecniche di campagna elettorale. E “Milano tornerà alla Lega”
La scalata di Matteo Salvini per riprendersi il Viminale parte da Milano, dove circa 10mila «Patrioti» si sono radunati oggi in piazza Duomo per affermare: «In Europa padroni a casa nostra». Anche se ai piedi della Madonnina lo spazio da riempire era ancora molto, gli ospiti di Matteo Salvini hanno infiammato la piazza: fra cittadini ed esponenti politici anche Martin Helme presidente di Ekre dall’Estonia, Udo Landbauer, vice governatore della Bassa Austria, del Fpo, Tom Van Grieken, presidente Vlaams Belang, direttamente dalle Fiandre). E ancora, Afroditi Latinopoulou, presidente Foni Logikis, partito conservatore Greco, Geert Wilders, leader di PVV dai Paesi Bassi e Jordan Bardella, presidente di Rassemblement National, dalla Francia).
Hanno portato il loro contributo con un videomessaggio, Santiago Abascal, presidente Vox, partito di destra spagnolo e Andrej Babiš, già primo ministro e leader di Azione dei Cittadini Insoddisfatti 2011, della Repubblica Ceca. Ad accompagnare il loro segretario, c’erano anche Luca Zaia, Alberto Stefani, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana e Paolo Borchia, oltre al ministro Roberto Calderoli. Tra le bandiere che sventolavano in piazza, oltre a quella italiana, anche i vessilli di Ungheria, Lettonia, Polonia. Da parte loro, antagonisti, esponenti dei centri sociali e anche comitati pro-pal, si sono dati appuntamento in piazza Santo Stefano per dare vita a diversi cortei. Gli slogan esprimevano contrarietà ai «fascisti» che hanno manifestato contro l’Europa. Qualche tafferuglio, prontamente arginato dalle forze dell’ordine con idranti e fumogeni, si è verificato nei pressi di piazza San Babila.
Il discorso di Salvini
Il capo del Carroccio ha snocciolato tutti i temi che erano stati affrontati anche da chi aveva preso la parola prima di lui: dalla remigrazione al blocco del Patto di Stabilità, al rimpatrio per chi commette reati sul suolo italiano, fino alla cancellazione del Green Deal europeo. Non sono mancate le critiche alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen mentre parole di affetto sono state spese per l’ex presidente dell’Ungheria: «Un abbraccio mio e di tutti i Patrioti a un amico che si chiama Viktor Orban, il quale ha combattuto per difendere i confini contro i trafficanti di uomini e di armi, continuiamo insieme questa battaglia di legalità», ha dichiarato Salvini dalla piazza nei confronti del leader ungherese, recentemente sconfitto alle urne da Magyar. Il vicepremier ha anche ricordato le parole di Papa Leone, lanciando un appello alla pace, oltre a riaffermare il messaggio di togliere le sanzioni alla Russia e comprare il gas da Putin. In chiusura ha assicurato che «Palazzo Marino ritornerà alla Lega» e ha promesso che si adopererà per «vincere le elezioni del 2027 per portare a casa le riforme che si stanno portando avanti».
Il messaggio agli alleati
Il dato politico che emerge da questa «onda patriottica» proveniente da piazza Duomo, oltre che alla chiara intenzione di Salvini di riprendersi il Viminale, è un messaggio diretto agli alleati: la Lega è tornata in campo. Certo la strada da qui al 2027 non sarà sempre lastricata: i colleghi del centrodestra milanese, in particolare Forza Italia, tendendo una mano agli italiani di seconda generazione, non si pongono contro la Lega ma evidentemente hanno un atteggiamento meno rigido nei confronti di temi quali rimpatri e remigrazione. Non a caso, nell’ottica di un’integrazione «sana», il responsabile del dipartimento immigrazione di FI, Amir Atrous, ha organizzato una manifestazione per portare in piazza le seconde generazioni di italiani. Intanto Salvini torna in campo e punta a scranni più alti, se non oggi, magari domani.
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