E’ stata ritrovata senza vita all’interno della sua auto con un sacchetto di plastica intorno alla testa e il tubo di scappamento della vettura all’interno dell’abitacolo. Miriam Vera, 45 anni, aveva fatto perdere le proprie tracce lo scorso 27 gennaio e nei giorni scorsi la madre aveva lanciato anche un appello attraverso la trasmissione “Chi l’ha visto”. Il cadavere è stato ritrovato domenica 9 febbraio da un escursionista nei boschi intorno a Torriglia, a pochi chilometri da Genova. Immediata la segnalazione ai carabinieri.

Miriam, ex istruttrice di nuoto era tornata a vivere a Genova dalla famiglia dopo anni trascorsi a Ravenna dove aveva convissuto a lungo con il suo compagno. Nel capoluogo ligure stava studiando e seguendo lezioni private per superare il concorso e diventare operatrice socio sanitaria. Negli ultimi mesi aveva conosciuto e frequentato un uomo con il quale, tuttavia, non è durata a lungo. Quest’ultimo – stando alle testimonianze di alcuni amici della 45enne – non aveva accettato la fine delle relazione, iniziando a perseguitarla con telefonate e messaggi. “Era terrorizzata quella ragazza – aveva raccontato un amico – camminava con il telefono e aveva con sé lo spray al peperoncino, in auto teneva un tubo con cui difendersi in caso di aggressione”.

La mattina della scomparsa, il 27 gennaio scorso, Miriam avrebbe dovuto seguire una lezione alla quale non è mai arrivata. Il suo cellulare è stato rintracciato l’ultima volta in campagna, in località Zeppado (Montebruno, Genova). Poi domenica la drammatica scoperta.