Non accenna a placarsi la tempesta diplomatica scatenata dalla sparizione della tennista cinese Peng Shuai, che da 18 giorni non dava segno di vita, dopo che la sua denuncia pubblicata sul social media Weibo ha messo nei guai Zhang Gaioli, ex vicepremier del Partito Comunista Cinese.

Shuai è ricomparsa in un video che la mostra a un torneo a Pechino, a seguito delle pressioni internazionali per ottenere informazioni sulla sua salute. Si tratta della prima apparizione dopo che la campionessa ha accusato l’ex vice premier di violenza sessuale. Notizia censurata sul web in Cina. Nelle immagini si vede la Peng con giacca blu e pantaloni bianchi alla Fila Kids Junior Tennis Challenger Finals. Il video dell’evento è stato diffuso dal quotidiano del Partito.

Il capo dell’Associazione di tennis femminile, Steve Simon, ha affermato che i video non bastano ad assicurare che la Peng stia bene: “Non è chiaro se sia libera e in grado di prendere decisioni e intraprendere azioni da sola, senza coercizioni o interferenze esterne”, ha affermato Simon.

La due volte campionessa di doppio del Grande Slam non era stata vista pubblicamente da quando all’inizio di questo mese aveva affermato che l’ex vicepremier Zhang Gaoli l’ha, secondo l’accusa della Peng, “costretta a fare sesso durante una relazione extraconiugale durata diversi anni”. A seguito di una protesta globale, anche da parte delle superstar del tennis e delle Nazioni Unite, i giornalisti dei media statali cinesi hanno rilasciato una raffica di filmati che pretendono di mostrare che tutto vada bene per la Peng.

In uno dei due video twittati da Hu Xijin, l’editore del quotidiano ufficiale del partito comunista, il Global Times, la tennista cinese è in piedi in uno stadio tra un gruppo di ospiti i cui nomi vengono annunciati tra il fragore degli applausi. Un giornalista del Global Times ha twittato un altro video che mostra Peng che firma autografi per i bambini in quello che sembra essere lo stesso stadio, prima di posare per le foto con loro. Rimangono molti dubbi sull’autenticità dei filmati e delle informazioni fornite.

Redazione