Sicario con il reddito di cittadinanza. E’ quanto emerso nelle indagini che hanno portato all’arresto di Antonio Pezzella, 67 anni, ritenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli affiliato al clan Amato-Pagano, il clan degli scissionisti che diede vita alla tra faide di Scampia contro i Di Lauro.

Pezzella era ricercato dallo scorso gennaio quando è sfuggito a un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dalla corte di Assise d’Appello di Napoli perché ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di Gaetano De Pascale, cugino del boss Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo ‘o milionario. Omicidio avvenuto il 30 ottobre 2004.

Il 67enne, percettore del reddito di cittadinanza, è stato scovato in un’abitazione di Casavatore, comune a nord di Napoli. Il latitante è stato individuato al termine di un’articolata e complessa attività di indagine e di un costante monitoraggio del web e dei flussi bancari.

De Pasquale all’epoca aveva 26 anni e venne sequestrato dagli scissionisti due giorni dopo il duplice omicidio ai danni di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, persone vicinissime a Cosimo Di Lauro. Omicidi che di fatto segnarono l’inizio della prima faida di Scampia. De Pasquale venne portato al cospetto del boss Cesare Pagano, legato a una sedia e interrogato per ore. L’obiettivo degli Scissionisti era quello di capire i piani del clan rivale.

Dopo, nonostante le rassicurazioni offerte, venne affogato in una bacinella d’acqua e il suo corpo gettato via, forse in un pozzo.

Redazione