Si presentava negli uffici dell’Asl e dal datore di lavoro con una finta pancia e nel giro di 19 anni ha simulato ben 17 gravidanze percependo assegni familiari per circa 130mila euro. In questi lunghi anni ai figli ‘inventati’ aveva addirittura dato i nomi di Benedetta, Letizia, Abramo, Angelica ed Ismaele.

La donna, 51 anni, insieme al suo compagno, 56 anni, è accusata di aver commesso una truffa ai danni dell’Inps al termine di una inchiesta condotta dalla procura di Roma che questa mattina, mercoledì 22 gennaio, ha visto i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro dare esecuzione a un provvedimento di misura cautelare personale dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emesso dal Gip di Roma Mara Mattioli su richiesta avanzata dalla Procura capitolina.

Secondo l’accusa, la donna, dipendente di un Mc Donald’s, aveva rubato un blocchetto di certificati a una ginecologa e di volta in volta presentava le ‘carte’ alla Asl e al datore di lavoro, presentandosi spesso anche con una finta pancia. L’ultimo parto era stato dichiarato il 16 dicembre scorso ma i militari dell’Arma, che la tenevano d’occhio già da diversi mesi, l’hanno immortalata un mese prima senza alcun ‘pancione’. A soli 20 giorni dal parto, inoltre, la stessa si era recata a fare la spesa in un supermercato vicino casa senza avere più il ‘pancione’. Per il Gip che ha disposto la misura cautelare, questa truffa era diventata per la coppia una “vera e propria regola di vita”, tanto che per l’ultima presunta gravidanza, la donna aveva già chiesto e ottenuto il ‘bonus bebè’.

Madre di tre figli, di cui l’ultimo concepito nel 2000, grazie alle simulazioni messe in atto dal 2001 al 2019, la 51enne aveva ottenuto la prevista “astensione dal lavoro” nonché la successiva “indennità di maternità” ed i bonus bebè entrambi erogati dall’Inps per un totale complessivo di circa 130mila euro. In concorso con il compagno, che aveva già precedenti per truffa e falso, la donna ha prima presentato alla Asl Roma 1 e all’Ispettorato del Lavoro di Roma certificati medici falsi – grazie al libretto sottratto all’ignara ginecologa – con i quali hanno attestato l’esistenza delle gravidanze in modo tale da ottenere per i primi 4 mesi di gravidanza il provvedimento di “astensione dal lavoro facoltativo per gravidanza a rischio”, e per i successivi 5 mesi il provvedimento di “astensione dal lavoro obbligatorio”. Per ottenere l’indennità di maternità ed il bonus bebè dall’Inps hanno presentato all’Istituto altrettante “dichiarazioni di nascita” risultate anch’esse false ed emesse dall’ignaro reparto Ostetricia – Ginecologia del Policlinico Umberto I.