La piccola Jolanda Passariello fu sottoposta a sevizie e torture prima di essere uccisa, dai suoi genitori, con un cuscino premuto sulla faccia. È questa la tesi della Procura di Salerno, che davanti alla corte di Assise ha chiesto l’ergastolo per Giuseppe Passariello e Immacolata Monti, padre e madre della bimba di appena 8 mesi uccisa nella notte tra il 21 e il 22 giugno del 2019 a Nocera, in provincia di Salerno. Omicidio volontario e maltrattamenti aggravati sono le accuse sulle quali i giudici si esprimeranno entro la fine di aprile.

La piccola era morta nell’abitazione di famiglia, a Sant’Egidio del monte Albino. I suoi genitori chiesero l’intervento del 118 nel cuore della notte: trasportata in ambulanza all’ospedale di Nocera, per lei non ci fu nulla da fare. I medici la trovarono già morta, e sul suo corpo riscontrarono segni di violenza che fecero scaturire una segnalazione alle forze dell’ordine.

Per il padre sarebbe stata un’afta a causarle il gonfiore, mentre le ustioni ritrovate sul suo piccolo corpo sarebbero da ricondurre a un incidente domestico. A smentirlo però la madre, che fu ascoltata in un secondo momento, quando rivelò le continue violenze perpetrate nei confronti della piccola.

Per la difesa Jolanda è morta per cause naturali, mentre l’accusa – e la prima relazione medica svolta sul suo cadavere – parlano di soffocamento. Parlando tra di loro all’interno del commissariato di polizia di Nocera Inferiore, non sapendo di essere sottoposti a intercettazione ambientale, Giuseppe Passariello e Immacolata Monti avevano usato frasi come “l’omicidio lo abbiamo fatto”, “il cuscino dovevamo buttarlo”, “la verità non deve mai venire fuori”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.