La decisione di porre fine al distanziamento sui treni preoccupa molta parte della comunità scientifica che nelle ultime ore ha acceso una polemica sulla scelta del governo di rendere disponibili tutti i posti passeggeri sui treni. Anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico, ha espresso la sua grande preoccupazione in merito.

“Stupisce un po’, per non dire che sconcerta, la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni – ha detto Locatelli all’Adnkronos – Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema, e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati. C’è il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico”. “Credo che su questo tema – ha auspicato Locatelli – vada aperta una riflessione”.

Il presidente del comitato tecnico scientifico chiede al governo di ripensarci in virtù anche dei successi raggiunti sinora. Inoltre, ha spiegato Locatelli, “numerosi studi, fra i quali uno recente dell’Università di Southampton, hanno esaminato le possibilità di contrarre Covid-19 in una carrozza ferroviaria con a bordo una persona infetta”. Questi lavori, ha concluso, “hanno evidenziato l’importanza del distanziamento”.

Intanto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la ministra dei Trasporti De Micheli avrebbe inviato una lettera alle compagnie ferroviarie con l’invito a tornare alle misure precedenti. D’accodo con le perplessità degli scienziati è il ministro della Salute Roberto Speranza che si è detto: “molto preoccupato, perché comportamenti e decisioni sbagliate possano vanificare i sacrifici fatti dagli italiani nei mesi dell’emergenza”. Se le compagnie ferroviarie non dovessero fare marcia indietro potrebbe firmare presto una ordinanza per impedire che le norme sul distanziamento in viaggio vengano violate.