“Sarà molto probabile dover fare una terza dose di vaccino, un richiamo che sarà probabilmente modificato per coprire le varianti. Bisognerà dunque passare da una fase straordinaria ad una fase ordinaria e penso che questa nuova ordinarietà possa essere affidata alla nostra straordinaria rete di medici di medicina generale”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto alla trasmissione Che tempo che fa su Rai3. “Ora dobbiamo correre e tutti sono impegnati – ha concluso – ma penso che nel lungo periodo le palestre, i centri congressi o le stazioni dovranno tornare a svolgere i ruoli per i quali sono preposti”.

Un tema, quello posto dal ministro, che iniziava a interessare anche le stesse case produttrici di vaccini. Una settimana fa l’amministratore delegato francese di Moderna, Stéphane Bancel, aveva dichiarato in un’intervista al Journal du Dimanche che bisogna “vaccinare con una terza dose tutti i soggetti a rischio dalla fine dell’estate, in particolare i residenti delle case di cura che hanno ricevuto la prima dose all’inizio dell’anno”.

Il farmaco di Moderna garantisce l’immunità “da uno a tre anni a seconda del paziente”, ma la dose aggiuntiva – giustifica Bancel – servirebbe ad avere maggiore protezione di fronte dell’arrivo di varianti che “aumentano il livello di minaccia”.

Per il ritorno alla normalità Speranza vede la fine in fondo al tunnel: “Va bene vaccinare in tutti gli spazi possibili e immaginabili, come le palestre, ma se penso a un tempo più lungo i luoghi preposti alla vaccinazione devono tornare ai loro scopi originari”. E sul futuro, fatto di vaccinazioni non più di massa ma in gestione ordinaria ha detto: “I 40mila medici di medicina generale possono essere la leva essenziale per gestire quella fase”.

Le mascherine restano “fondamentali”, così come il distanziamento e la necessità di evitare gli assembramenti. “Ciò che ha cambiato i giochi – ha concluso Speranza – è sicuramente la campagna vaccinale, siamo arrivati a oltre 34 milioni di dosi somministrate. Dobbiamo guardare con fiducia alle prossime settimane, ma tenendo i piedi per terra”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.