Torna l’ora legale: la notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo bisognerà infatti spostare gli orologi un’ora avanti quando saranno le 2, che diventeranno quindi le 3.  Si dormirà, dunque, un’ora in meno ma da domenica farà buio un’ora più tardi. L’ora legale sostituisce dunque l’ora solare e permettere un risparmio energetico, sfruttando appunto la maggior lunghezza delle giornate. Nel nostro Paese è utilizzata da più di un secolo, dal 1916 quando l’Italia combatteva il Primo conflitto mondiale. Il ritorno all’ora solare avverrà il prossimo 25 ottobre quando le lancette torneranno indietro di un’ora e si dormirà un’ora in più.

Il minor consumo di elettricità dovuto all’ora legale nel 2019 secondo quanto rilevato da Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale – ha portato a un risparmio pari a 505 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 190 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 250 mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 100 milioni di euro. Questi i dati riferiti Terna in una nota che spiega che “il beneficio nel 2020 potrà tuttavia essere influenzato dalla riduzione dei consumi registrata in questo periodo di chiusura delle attività per effetto dell’emergenza sanitaria da Covid-19”.

Complessivamente, dal 2004 al 2019 – prosegue Terna – il minor consumo di per l’Italia dovuto all’ora legale è stato di circa 9,6 miliardi di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di oltre 1 miliardo e 650 milioni di euro. Nel periodo primavera-estate i mesi che segnano il maggior risparmio energetico sono aprile e ottobre. Spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda l’uso della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi l’effetto ‘ritardo’ nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate e fa registrare valori meno evidenti in termini di risparmio elettrico.

“Entrerà l’ora legale, con una modifica che può portare in alcuni la necessità di una fase di adattamento, ma i ritmi più calmi imposti dalla vita spesa in casa per l’emergenza legata al nuovo coronavirus, potrebbero giocare a favore, rendendo il cambiamento meno impattante”. A spiegarlo a Rainews è Enrico Zanalda, presidente della Società italiana di psichiatria (Sip). “In casa – evidenzia Zanalda-  è bene mantenere i ritmi abituali: il fatto che tutto sia chiuso di sera e non si possa uscire ci avvicina a uno stile di vita più simile a quello dei nostri avi, che non andavano fuori al ristorante o a teatro. Certo, la TV può rimanere accesa anche tutta la notte, ma si ha la possibilità di guardarla in altri momenti della giornata. In più, credo che non essendoci l’impegno, per molti, dell’alzarsi alla stessa ora per andare a lavorare o a scuola il cambio dell’ora dovrebbe essere meno fastidioso”.