A soli 34 anni è morto per le complicazioni dovute al Covid-19 Stefano Limongi, giovane imprenditore romano della ristorazione. Conosciutissimo nella Capitale, era il titolare del “Kuma Sushi bar” nella Bufalotta, zona urbanistica del terzo municipio di Roma, nonché socio di altri locali della zona. Martedì alle 14 nella chiesa di Fiedene l’ultimo saluto per Stefano, che si è spento dopo un periodo di ricovero in terapia intensiva: lo abbracceranno per l’ultima volta amici, colleghi, dipendenti e clienti del suo locale, molto frequentato nel quartiere. Sulla serranda del sushi bar uno striscione con la scritta “Ciao Stefanino”.

“Il cuore a pezzi, eri una forza della natura”, “Noi della Majorana ti ricordiamo. Ho lavorato con te. Ci avevi messo anima e corpo nel tuo lavoro che amavi”, “Roma ha perso un pezzo de core. Non scorderò mai e poi mai il tuo splendido sorriso”, sono i messaggi che la pagina Instagram del Kuma Sushi ha ripostato.

La morte di una persona così giovane ricorda che i rischi delle conseguenze del virus non riguardano soltanto i più anziani: al 1 marzo 2021, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità i decessi degli under 50 erano stati 1055, poco più dell’1% del totale, e “solo” 254 i morti tra gli under 40.

“Una notizia che ci lascia senza parole – ha dichiarato Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – e ci ricorda il grave pericolo che affrontano ogni giorno i lavoratori e i piccoli imprenditori del terziario nella Capitale. I controlli anti assembramento scarseggiano e le nuove varianti del SARSCoV-2 destano enorme preoccupazione e rischiano di far impennare la curva dei contagi”. “Non si può più tollerare il lassismo delle istituzioni – prosegue il rappresentante sindacale – visto che il monitoraggio dell’Iss conferma una zona gialla che rispecchia l’indice di contagio riferito a 15 giorni fa, e intanto il virus galoppa e miete vittime, anche giovani”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.