Inchiodato da prove schiaccianti, a partire dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza agli audio whatsapp girati alla fidanzata subito dopo l’incidente, Giuseppe Greco, visibilmente sotto choc, ha confessato di aver tamponato lo scorso 26 marzo lo scooter con a bordo i due rapinatori Ciro Chirollo e Domenico Romano aggiungendo che “non aveva alcuna intenzione di ucciderli”. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia avvenuto durato un’ora e mezza e avvenuto questa mattina, giovedì primo aprile, nel carcere di Poggioreale dopo il fermo con l’accusa di duplice omicidio, il 26enne ha ammesso di aver raccontato il falso e ha chiesto più volte scusa alle famiglie delle due vittime. Il gip ha convalidato il fermo disponendo il carcere per Greco e rigettando la richiesta degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico avanzata dal suo legale.

Stando alla ricostruzione della Procura di Napoli Nord, guidata dal procuratore facente funzioni Carmine Renzulli, e dei carabinieri della Compagnia di Marano, Greco ha speronato con la sua Smart forfour di colore bianco lo scooter Tmax con a bordo i due uomini che poco prima, armati di una pistola, lo avevano rapinato di un rolex (i 200 euro denunciati sempre dalla vittima non sono stati trovati in possesso dei due rapinatori). Difeso dal penalista Domenico Della Gatta e alla presenza del sostituto procuratore Paolo Martinelli, Greco ha ammesso tutto davanti al gip di Napoli Nord Nicola Paone.

Volevo solo prendere la targa“. Il giovane, che con la fidanzata gestisce un sito internet di vendita di capi di abbigliamento, ha spiegato di aver detto falsità dopo la rapina (“Erano loro alla guida”) “per paura di ritorsioni, per non deludere la mia fidanzata e la mia famiglia. Ho sbagliato, cercate di capirmi, sto male vi prego aiutatemi” ha implorato al magistrato. “Anch’io volevo tornarmene a casa, poi li ho incrociati alla rotonda di San Rocco, a meno di un chilometro di distanza dal punto della rapina, e a quel punto ho pensato di inseguirli, ma non per ucciderli, ma per la targa; in prossimità di una curva, lì ho tamponati e ho perso il controllo della mia Smart, che dopo qualche metro si è fermata. L’auto non funzionava più, così sono sceso, e non sono passato sopra i loro corpi come ho letto. Poco dopo ho incontrato un ragazzo in scooter che mi ha riaccompagnato sul luogo della rapina e poi a casa. Quindi, con mio fratello, mi sono recato dai carabinieri. Sono sconvolto. Se volete vi accompagno sul posto”.

IL MESSAGGIO ALLA RAGAZZA – “Sto con la macchina mia, si sono rubati la macchina, sono andato a vedere… per vedere se li acchiappavo, si sono schiattati nella via del Padreterno, si sono uccisi…”. Parole contraddittorie quelle inviate alla fidanzata subito dopo l’incidente avvenuto venerdì 26 marzo a Marano in via Antica Consolare Campana. C’è poi la testimonianza di due guardie giurate che hanno riferito di aver visto la Smart inseguire a tutta velocità il Tmax con a bordo Chirollo e Romano.

LA PRIMA VERSIONE – “Ero impaurito e insanguinato – ha detto parlando del momento post-rapina – fortunatamente è passato un ragazzo in scooter che conosco di vista, si è fermato e mi ha aiutato; con lui ho fatto un giro della zona, scoprendo un chilometro più avanti i pezzi della carrozzeria della mia Smart e i due corpi vicini. Mi sono fatto quindi accompagnare a casa e sono poi andato dai carabinieri”. Greco ha poi aggiunto di aver visto un’auto modello giapponese scura che forse aspettava i rapinatori, forse per tendere loro un agguato, ma dell’auto non c’è traccia. La dinamica del sinistro stradale ha comunque convinto gli inquirenti ad indagare Greco; uno dei banditi era vicino allo scooter, l’altro poco più avanti nei pressi della Smart di Greco, in posizioni compatibili con uno speronamento che li avrebbe fatti cadere mentre erano sul mezzo.

STRISCIONI RIMOSSI – Sono stati rimossi nella mattinata di lunedì 29 marzo gli striscioni esposti a Sant’Antimo, comune a nord di Napoli, per ricordare Ciro Chirollo, il 30enne ucciso venerdì 26 marzo a Marano nel corso di un tentativo di rapina. La Commissione Straordinaria della Prefettura, assistita dai Carabinieri della locale Tenenza, ha provveduto a far rimuovere due striscioni dedicati all’uomo. L’operazione si inquadra nel piano di interventi per il ripristino della legalità con la rimozione di manufatti o altri simboli che insistono abusivamente sulla pubblica via, ferma restando l’eventuale sussistenza di specifici reati. “Resterai per sempre nei nostri cuori. Ciro vive” è il testo presente sul primo striscione. Sul secondo: “Hai lasciato un vuoto incolmabile, un vuoto dentro che nessuno potrà riempire. Eri una persona fantastica, sapevi tanto amore a tutti. Ora sei volato in cielo dal tuo papà. Sono sicura che ti ameranno tutti gli angeli del paradiso”.

Redazione