Donald Trump ha scelto: il presidente degli Stati Uniti vuole che sia Amy Coney Barrett, magistrato della Corte d’Appello di Chicago ed ex assistente del defunto giudice Antonin Scalia, a prendere il posto di Ruth Bader Ginsburg alla Corte suprema. Lo scrivono diversa media americani citando fonti del Partito Repubblicano.

L’annuncio dovrebbe essere dato nelle prossime ore e non è escluso che Trump cambi idea. Quella di Coney sarebbe una scelta particolarmente invisa ai democratici. E per almeno due ragioni: i democratici non vogliono che il nuovo giudice venga eletto prima delle elezioni del 3 novembre che vedranno sfidarsi Trump e Joe Biden. E poi Coney è nota soprattutto per le sue posizioni anti-abortiste. Quello che è certo è che Trump vuole blindare la Corte Suprema con sei giudici repubblicani e tre democratici. Spetta al presidente in carica nominare i nuovi giudici e al Senato (attualmente controllato dai repubblicani) approvare la nomina.

LA SUCCESSIONE – Coney Barrett sostituirebbe così Ruth Bader Ginsburg, giudice suprema morta lo scorso 18 settembre a 87 anni. Una vita di lotta politica e a favore della parità di genere. Era nata a Brooklyn, durante la Grande Depressione, e si fece strada nel mondo prettamente maschile del diritto. Divenne avvocato dell’American Civil Liberty Union e nel 1993 la seconda donna di sempre a essere nominata nel massimo organo della Giustizia Americana. Dall’inizio del suo mandato Trump ha già nominato due giudici molto conservatori, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. In futuro la Corte dovrà prendere decisioni essenziali su immigrazione, aborto, diritto di voto, parità di genere.

L’ALLARME – Dovrebbe inoltre essere proprio l’Alta Corte, dopo il voto, a dirimere possibili controversie legali e quindi a legittimare le presidenziali. E questo è l’aspetto che negli ultimi giorni sta allarmando di più i democratici: preoccupa la transizione del potere e la probabilità che non venga assicurato correttamente in caso di sconfitta di Trump. La Casa Bianca, attraverso la portavoce: “Il presidente accetterà i risultati di elezioni libere e giuste”; dichiarazioni che sollevano dubbi sulla legittimità delle elezioni e in particolare sul voto per posta che tende a favorire i dem. Al momento secondo i sondaggi Biden avrebbe un vantaggio sul presidente uscente di almeno 8 punti.

Il Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione (non vincolante) che riafferma “il suo impegno per il trasferimento ordinato e pacifico del potere richiesto dalla Costituzione degli Stati Uniti”. Nel documento si appoggia inoltre l’idea che “non ci devono essere ostruzioni da parte del presidente o di qualsiasi persona al potere per rovesciare la volontà del popolo degli Stati Uniti”.