Mama Africa
La situazione nel Paese nordafricano
Tunisia alla fame con la dittatura Saied, proteste in strada contro l’aumento dei prezzi e i continui blackout energetici
Tornano a riempirsi le piazze tunisine con la popolazione che protesta contro il governo per l’aumento incontrollato dei prezzi. Una stagione estiva particolarmente torrida ha messo in crisi anche l’approvvigionamento idrico di Tunisi che è anche falcidiata da continui blackout energetici.
Con temperature che arrivano a 47 gradi, la società tunisina dell’elettricità e del gas (STEG) ha stabilito interruzioni di corrente periodiche e intermittenti visto il grande utilizzo di climatizzatori non più sostenuto dalla rete. Stando ai dati forniti dall’Organizzazione tunisina dei giovani medici, almeno 160 persone sarebbero morte per colpi di calore e negli ospedali è diventato impossibile lavorare. Così più di 2500 persone hanno invaso piazze e strade della capitale per protestare contro il governo del Presidente Kais Saied.
Il malcontento è molto diffuso e nelle settimane scorse si sono susseguiti una serie di scioperi da parte di diverse categorie di lavoratori. Molti cittadini raccontano che ormai è quasi impossibile fare la spesa perché i prezzi stanno salendo e i prodotti scarseggiano. Saied sta guidando la nazione araba personalmente dopo aver esautorato il governo e sciolto il parlamento portandolo a nuove elezioni senza la partecipazione dell’opposizione. In questi ultimi mesi, alcuni dati dell’economia tunisina sono migliorati come l’inflazione passata dal 5,5% a maggio al 5,3% a giugno, ma nonostante ciò il costo della vita continua ad essere alto.
I prezzi dei generi alimentari sono tutti aumentati: la carne di agnello e cresciuta del 18,3%, mentre la carne bovina del 13,6% e il pollame del 13,5%. Anche i prezzi del pesce sono aumentati dell’11,7% e anche della frutta salita del 12%. Il presidente tunisino ha trasformato la sua nazione in un’autocrazia, dove molti oppositori restano in galera e anche la stampa è controllata giornalmente.
Oggi la Tunisia ha bisogno dell’aiuto internazionale per poter evitare il tracollo finanziario e l’Europa ha già sostenuto economicamente lo stato affacciato sul Mediterraneo per garantire stabilità ad una nazione chiave per gli equilibri nordafricani. Nonostante questo, non sono mancate le tensioni soprattutto con la Francia, arrivando anche alla convocazione dell’ambasciatrice Anna Gueguen, per un’intervista diffusa su un canale francese dell’ex presidente tunisino Moncef Marzouki, estremamente critico con il governo e che vive in Francia ormai da anni.
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