Una sentenza che rischia di compromettere i già tesi rapporti tra Berlino e Mosca dopo la vicenda del Nord Stream 2, il gasdotto sotto il Mar Baltico bloccato dall’Autorità tedesca per le reti e che vede contraria la ministra degli Esteri del nuovo governo Scholz, la ‘verde’ Annalena Baerbock.

Oggi la corte d’Assise di Berlino ha dichiarato colpevole e condannato all’ergastolo il cittadino russo Vadim Krasikov per l’omicidio nel 2019 del 40enne georgiano di origine cecena Zelimkhan ‘Tornike’ Khangoshvili. Quest’ultimo venne ammazzato nell’agosto del 2019 nel parco del Tiergarten, nel centro di Berlino, con due colpi di pistola alla testa esplosi dal killer in bicicletta.

Krasikov però venne catturato pochi minuti dopo all’interno dello stesso parco, mentre tentava di disfarsi della pistola con silenziatore utilizzata per l’omicidio su commissione. Il suo obiettivo, Khangoshvili, dal 2016 aveva trovato asilo nella capitale tedesca nel tentativo di scappare dai servizi russi, che lo consideravano “un bandito” e un terrorista in quanto aveva combattuto in precedenza al fianco dei ribelli ceceni. Khangoshvili era accusato tra le altre cose di essere stato tra gli organizzatori della strage di Beslan del settembre del 2004.

Un omicidio che secondo i giudici tedeschi è stato commissionato dalla Russia. Vadim Krasikov, secondo la Corte di Berlino, era in realtà un agente del Fsb, il servizio segreto interno della Federazione russa ‘erede’ del Kgb sovietico. Respinte dunque le tesi della difesa del 50enne russo, con i suoi legali che avevano chiesto il proscioglimento citando un errore d’identità

Secondo i giudici, il russo ha “responsabilità particolarmente grave” per l’assassinio, il che implica che non avrà diritto alla libertà vigilata automatica dopo 15 anni. Krasikov che, si legge nel dispositivo della sentenza, agì per volere delle autorità russe: in particolare l’Fsb fornì al killer una falsa identità, un passaporto falso e le risorse per commettere l’omicidio nella capitale tedesca.

LE RIPERCUSSIONI DIPLOMATICHE – Dopo la sentenza la Germania ha annunciato l’espulsione di due diplomatici russi. Durissime le parole espresse dal ministro degli Esteri Annalena Baerbock, che ha definito l’omicidio “una grave violazione della legge e della sovranità della Germania“. “Il governo tedesco farà tutto quanto sarà necessario per garantire la sicurezza nel nostro Paese e il rispetto del nostro sistema legale“, ha aggiunto il neo ministro.

LA REAZIONE RUSSA – Il verdetto, ha annunciato l’ambasciatore russo in Germania Sergej Nechaev, “suscita grande preoccupazione ed è un evidente atto ostile, che non resterà senza risposta”. Secondo l’ambasciatore vi sarebbe una sorta di ‘regia’ dietro la condanna odierna, con qualcuno interessato a “sabotare” il dialogo tra il Cremlino e il nuovo governo tedesco.

Parole dure anche dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: “La Russia non lascerà senza una risposta adeguata l’espulsione di due funzionari russi dall’ambasciata a Berlino”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia