“Vai a mamma, spara”. E’ accusata di aver istigato il figlio di 17 anni a fare fuoco contro un 30enne in seguito a una lite avvenuta in precedenza. Doveva solo punirlo ma le cose sono andate male e uno dei tre colpi d’arma da fuoco esplosi mirando alle gambe ha provocato una forte emorragia costata la vita ad Antonio Rivieccio, ucciso lo scorso 10 marzo nel complesso edilizio popolare denominato Piano Napoli, nel comune di Boscoreale (Napoli).

La donna, Anna Basco, è stata raggiunta l’11 giugno da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata al termine delle indagini coordinate dalla Procura oplontina, perché ritenuta responsabile di concorso in omicidio con il figlio minore, già detenuto dopo essersi costituito nei giorni successivi all’agguato. A notificare il provvedimento i carabinieri della Compagnia locale.

Le indagini hanno consentito di accertare che il giovane, a seguito di una lite per futili motivi, ha esploso tre colpi di arma da fuoco contro Rivieccio, deceduto poi in ospedale, su istigazione della madre, la quale, dopo l’omicidio, ha aiutato il figlio a disfarsi dell’arma, occultandola in luogo sconosciuto (probabilmente è stata gettata nel fiume Sarno). La donna è stata trasferita nelle scorse ore nel carcere femminile di Pozzuoli.

Rivieccio, ex atleta di pallamano con diversi precedenti con la giustizia,  si trovava in compagnia della sua fidanzata in un isolato del Piano Napoli, che insieme ad un’altra donna aveva provveduto a trasportarlo in ospedale. Uno dei proiettili gli recise l’arteria femorale, provocando una emorragia fatale.