I farmaci contro il coronavirus testati nelle scorse settimane saranno impiegati anche  dai pazienti in isolamento domiciliare. Ad avviare la sperimentazione domiciliare è il Veneto dove il direttore generale della Sanità Domenico Mantoan, ha trasmesso  il protocollo per avviare l’utilizzo di alcuni farmaci direttamente a casa dei pazienti, usando una procedura messa a punto dal Comitato Scientifico della Regione. Tra i farmaci ammessi alla sperimentazione domiciliare ci sono l’antireumatoide Tocilizumab, il cui protocollo è stato messo a punto dal dottor Ascierto a Napoli, il giapponese Avigan, ma anche l’Idrossiclorochina, ma anche gli antivirali Ritonavir, DuranavirRemdesivir.

Non tutti i pazienti, però, potranno accedere al trattamento autonomo. Come annunciato dal governatore della Regione Luca Zaia “La fase sperimentale – ha detto – partirà con i dipendenti della sanità e le case di riposo” e solo per quei pazienti che rispettano alcuni parametri. Oltre alla positività del tampone nasofaringeo ci dovrà essere la presenza di tosse, febbre inferiore ai 38°C, frequenza respiratoria compresa tra i 15-20 atti respiratori/minuto, frequenza cardiaca tra i 51-100 battiti/minuto, e una saturazione dell’ossigeno superiore al 92% dopo aver camminato.

L’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha autorizzato il rimborso anche in regime domiciliare e a carico del Ssn dei medicinali per 3 mesi e dovranno essere distribuiti dalle farmacie ospedaliere. È prevista la trasmissione all’ Aifa dei dati relativi ai pazienti trattati.