Oscar si atteggia a bullo, stile Hell’s Angels, con il giubbotto di pelle e la motocicletta. Ma bullo non lo è affatto. Vive nella periferia romana e coltiva il sogno di diventare attore. Bazzica Cinecittà per pura velleità fino a quando non incontra l’avvocato Giangiacomo Pigna Corelli in Selci, un magistrale Alberto Sordi, e Nancy, attrice italoamericana che gli farà girare la testa. Troppo forte è uscito nel 1986. È uno dei titoli più conosciuti e apprezzati della carriera di Carlo Verdone. Resta negli annali la scena del flipper e quella della conversazione fuori agli studi cinematografici con le altre comparse sulla fantomatica Palude del Caimano.

Sergio Leone lavorò alla sceneggiatura e al soggetto con Verdone, che ha ricordato quei giorni in un aneddoto condiviso su Facebook. Dopo aver ultimato il copione, ricorda l’attore e regista, i due partirono per una vacanza in Costa d’Avorio. E proprio in Africa incontrarono Giuliano Gemma, ma soprattutto Massimo Troisi. L’attore di San Giorgio a Cremano è “bello abbronzato e sorridente”. L’aneddoto fa ridere e allo stesso tempo piangere per “il dolore dei tre amici che non ci sono più”.