Un autogol, una polemica ‘toppata’ che gli si è ritorta contro. Bruno Vespa, il giornalista e conduttore di ‘Porta a Porta’, da alcuni giorni è particolarmente attivo su Facebook, dove pubblica contenuti video sull’emergenza Coronavirus. L’ultimo riguarda un tema che, con lo scoppiare dell’epidemia di Covid-19, era scomparso dal dibattito pubblico.

Parliamo delle Ong, nemico pubblico numero uno per il fronte sovranista e in particolare per l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, per il quale rappresentavano il problema principale del Paese, o quasi.

LE ACCUSE DI VESPA – Ebbene Vespa, dal salotto di casa, ha dato in pasto ai suoi followers un duro atto di accusa nei confronti delle Ong e in particolare di ‘Medici senza frontiere’, accusata senza mezzi termini di essere scomparsa dai radar con l’emergenza Coronavirus in atto, mentre ai tempi delle “invasioni” dei migranti era sempre in prima linea. “Adesso sono scomparsi – spiega infatti Vespa – O meglio, forse sono nascosti nelle corsie di Bergamo, di Brescia, di Cremona, e forse non vogliono far sapere che sono lì e stanno lavorando alacremente. Ma se per caso non ci fossero, e se davvero se ne fossero dimenticati, forse è il caso di ricordarglielo”.

Poi l’accusa, per niente nascosta, di lavorare solo per apparenza: “C’è bisogno di loro, anche se non c’è politica, propaganda o televisioni internazionali a propagandarne il lavoro. Che tornino a bordo dell’emergenza”, conclude Vespa, quasi citando il capitano De Falco durante la telefonata al comandante Schettino, durante i tragici fatti della Costa Concordia.

Questa volta, anche se non c'è politica, non c'è propaganda e non ci sono le tv internazionali, è utile l'impegno anche dei medici senza frontiere….dove siete finiti? Tornate a bordo dell'emergenza.

Gepostet von Bruno Vespa am Samstag, 21. März 2020

LA RISPOSTA DI MEDICI SENZA FRONTIERE – Chiamati in causa dal giornalista, Medici senza frontiere ha ricordato proprio nel post di Vespa che i suoi medici sono in azione “da più di una settimana sul territorio italiano per supportare la risposta del governo, in particolare nel lodigiano. Oltre l’Italia i nostri team stanno intervenendo anche in Francia, Spagna, Belgio, Grecia, Cina e Hong Kong e siamo in contatto con le autorità sanitarie in altri paesi”, ricordano dall’Ong.

A spiegare bene il ruolo di Msf è Andrea Filippin, direttore medico del Presidio ospedaliero di Codogno: “Quando abbiamo registrato il primo caso, il virus era già in circolazione. Adesso per noi è importante gestire questa epidemia ed evitare nuovi contagi. L’affiancamento di MSF è molto importante, stiamo già imparando molto”.

Dove tutto è cominciato.Da una settimana stiamo offrendo supporto all’ospedale di Codogno, dove è stato effettuato il…

Gepostet von Medici Senza Frontiere am Freitag, 20. März 2020