Il Tar ha confermato la revoca della scorta a Sergio De Caprio. Con un’ordinanza pubblicata, il Tribunale amministrativo del Lazio ha tolto, per la seconda volta in sei mesi la scorta all’ufficiale dell’Arma meglio conosciuto come ‘Capitano Ultimo‘. Lo conferma Antonino Galletti, legale di De Caprio che annuncia ricorso al Consiglio di Stato: “Permangono per lui condizioni di pericolo – sottolinea il legale -. Come emerge da vari processi, nei confronti dell’ufficiale è stata emessa una vera sentenza di condanna a morte da parte di Cosa Nostra“. De Caprio è l’ufficiale che, quando era a capo del CRIMOR, mise materialmente le manette il 15 gennaio 1993 a Totò Riina.

Nell’agosto del 2019 il Tar aveva prima sospeso e poi annullato un provvedimento di revoca della scorta al militare. A ottobre del 2019 è arrivato un nuovo provvedimento di revoca nei confronti del quale i legali hanno, ancora una volta, fatto ricorso al Tar che oggi ha deciso diversamente.

IL COMMENTO DI DE CAPRIO – “Da oggi colpire il capitano Ultimo sarà più facile per tutti“, ha commentato De Caprio su Facebook . “Stasera a Roma ricorderemo l’arresto di Riina alla casa famiglia – si legge ancora nel post -. Vi aspetto insieme ai carabinieri di allora, ai carabinieri di sempre, quelli che non abbandonano. Ringrazio con le lacrime agli occhi le 157mila persone che mi hanno sostenuto e mi sostengono, firmando la petizione online. Il vostro affetto è un onore immenso per me. Vi porto nel cuore uno a uno“.

Redazione