Via libera alla Camera dei Deputati alla finanziaria più corposa degli ultimi anni: 40 miliardi di euro. Il voto finale ha ottenuto 298 sì, 125 no e 8 astenuti. Una Manovra approvata in tempi rapidissimi. La palla passa al Senato per l’ok definitivo. Il governo porrà la questione di fiducia. Un solo voto con il quale il provvedimento potrà diventare legge e scongiurare che il Paese entri in esercizio provvisorio – alle porte tra appena quattro giorni.

La maggioranza non dovrebbe correre rischi e il via libera dovrebbe arrivare entro il 30 dicembre. A Montecitorio sulla fiducia i voti favorevoli erano stati 314, quelli contrari 230 dopo che si era abbattuta sul testo la scure della Ragioneria a fronte di 80 emendamenti approvati in commissione.

Una carica di bonus e micromisure per scongiurare il tracollo dell’economia italiana colpita dal Covid-19: Cig, vaccini, assunzione medici e infermieri, buoni spesa, il pacchetto per gli autonomi. L’esonero dei contributi potrebbe valere fino a 3.700 euro, scrive Ansa, ma sarà un decreto ministeriale a stabilire come sarà assegnato il miliardo stanziato per le 300mila partite Iva con ricavi inferiori ai 50mila euro e perdite di almeno un terzo del fatturato. I deputati hanno approntato 254 emendamenti, di cui oltre un terzo con micro-stanziamenti sotto i 5 milioni e un pacchetto di nuovi aiuti a trasporto aereo e automotive, come scrive l’Ansa. Restano fuori al momento il settore wedding, eventi e lo sci, che dovrebbe essere tra le priorità dei nuovi ristori di gennaio. Disposizioni anche per la scuola (oltre 3,7miliardi di cui 2,2 spesa corrente e 1,5 per investimenti).

Approvata la legge di Bilancio potrebbe arrivare il momento più critico per il governo Conte 2. Matteo Renzi, come riportato ieri dal Corriere della Sera, ha annunciato: “L’esperienza del Conte 2 per me è già archiviata. Se volete discutiamo sul dopo”. Altro punto critico è infatti quello del Recovery Plan. Dalle prossime ore entrerà infatti nel vivo la definizione del piano con i partiti di maggioranza.

La tensione si alza sulla posizione di Italia Viva. Prevista nel pomeriggio una conferenza stampa di Renzi in cui dovrebbe ribadire la sua opposizione a tre punti: alla fondazione per la cybersecurity, allo spezzettamento dei progetti, alla nomina di Fabrizio Barca a commissario per il Recovery Plan. Quest’ultimo punto, sulla struttura che dovrà monitorare l’attuazione dei progetti, quello forse più delicato.

Solo dopo aver sbrogliato questi nodi il premier potrà riconvocare la maggioranza e il Consiglio dei Ministri per il via libera alla bozza del Plan. Dovrebbe succedere nella prima settimana di gennaio e quindi il piano arrivare a Bruxelles non prima dell’Epifania.

Redazione