Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Lo ha annunciato il presidente David Sassoli, sottolineando che ci sono stati 461 voti favorevoli, 157 contrari, 89 astenuti.

Dopo che lei stessa ha ottenuto a luglio per la sua approvazione un ristretto margine di 9 voti, Von der Leyen ha invece ricevuto ampio appoggio alla sua squadra di commissiarie e commissari. I gruppi che hanno votato a favore o si sono astenuti hanno però avvertito di non intendere darle un “assegno in bianco”, come ha detto il romeno Dacian Ciolos, presidente dei liberali di Renew Europe al Parlamento europeo. Il voto per l’investitura non era segreto, favorendo così la disciplina all’interno dei gruppi.

Il nuovo esecutivo europeo (senza rappresentanza britannica) è composto da 15 commissari e 12 commissarie, il ‘gender balance’ più alto mai registrato (nell’esecutivo uscente di Jean-Claude Juncker le commissarie erano nove). L’insediamento avverrà sabato 1 dicembre, un mese in ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto. Fra candidature riviste (tre, numero senza precedenti), una Brexit tuttora in divenire, e nomine fortemente criticate, la formazione del team della ex ministra della Difesa della cancelliera Angela Merkel è stata complessa.

I 154 deputati socialdemocratici avevano annunciato prima del voto che avrebbero votato “in gran maggioranza” a favore dell’investitura, così come i 108 liberali di Renew. Tuttavia, ci sono stati anche eurodeputati socialisti che avevano annunciato l’astensione. L’astensione è stata scelta anche dai verdi. Tra i punti più criticati è stata la designazione del commissario all’Allargamento ungherese, visto dai detrattori come un appoggio alle posizioni anti-Ue del governo di Viktor Orban, e del francese Thierry Breton, ceo uscente della società Atos, come commissario al mercato unico e numerico. “Il conflitto d’interesse è inerente al vostro portafogli”, ha dichiarato la deputata tedesca Ska Keller rivolgendosi a lui e aggiungendo di “non poter accettare”. La Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (Gue), così come l’estrema destra, avevano annunciato che avrebbero votato contro.

LA SPACCATURA TRA I 5 STELLE – Tra gli eurodeputati italiani va registrata la spaccatura nel fronte grillino all’Europarlamento. Dieci eurodeputati pentastellati avrebbero infatti appoggiato il nuovo esecutivo comunitario, due avrebbero votato contro, mentre due si sarebbero astenuti. Interpellata sulle divisioni interne al gruppo, la capodelegazione 5 Stelle al Parlamento europeo Tiziana Beghin ha spiegato che “il M5S ha un’anima diversificata come e’ noto e c’e’ chi probabilmente non si sente a proprio agio, legittimamente. È una scelta personale ma il M5s oggi, pur con riserve e con le dovute cautele, appoggia questa commissione”.