La ruspa affonda il suo braccio di metallo sul settecentesco villaggio Zaccaria e sbriciola secoli di storia. È successo a Giugliano, dove è stato demolito un antico casale. Al suo posto sorgerà un residence ultra-moderno con 48 appartamenti e una piscina. L’antico borgo era abbandonato da decenni e degli affreschi color porpora era rimasto poco e niente, erbacce e spazzatura la facevano da padrone. Però quei ruderi potevano offrire l’occasione di riqualificare un’intera areadilaniata da speculazioni di ogni tipo. Il Villaggio Zaccaria è solo una di quelle tante costruzioni di valore storico e architettonico che avrebbero meritato un destino diverso. In Campania, infatti, sono tantissimi i beni dal valore inestimabile che sono scivolati lungo un fiume di incuria e indifferenza. Il fascino degli “edifici fantasma rapisce” l’attenzione dei viaggiatori che si avventurano alla scoperta di luoghi abbandonati e sconosciuti. Capita poi che le loro foto, postate sui social, attirino l’attenzione di architetti e associazioni che si occupano di riqualificazione dei beni storici. È accaduto all’ideatore del portale web Derive Suburbane, Lorenzo Jedermann: «Inizialmente il nostro sito è nato per documentare i luoghi abbandonati della Campania, poi è diventato anche una forma di impegno e di denuncia. La speranza resta quella di dare nuova vita a questi luoghi meravigliosi ma ai quali nessuno pensa».

Il sito in questione spalanca le porte di un mondo misterioso e spettrale ma che “illumina” le mancanze di Comuni, Regione e Soprintendenze che troppo spesso hanno lasciato che cadessero nel dimenticatoio luoghi di rara bellezza e, spesso, dall’enorme valore storico, artistico e culturale. Tra gli “edifici fantasma” spicca Villa Ebe, voluta da Lamont Young nel 1922. La struttura, che dalle rampe di Pizzofalcone affaccia sul golfo di Napoli, ha una storia travagliata, quasi quanto le leggende che raccontano di fantasmi e maledizioni. Dopo aver rischiato di essere demolita per lasciare posto a un parcheggio multipiano, è stata vittima di un incendio che ha distrutto gran parte dei pregiati interni e oggi versa in una condizione di totale abbandono. Appartiene al Comune di Napoli dalla fine degli anni Novanta e, nonostante i numerosi progetti di recupero e riquilificazione che l’hanno riguardata, mai nulla di concreto è stato fatto. Così l’edificio, che dovrebbe rappresentare un patrimonio culturale, giace lì tra erbacce e cumuli di indifferenza.

Senza dimenticare l’albergo dei poveri per il quale, nel 1999, è stato varato un progetto di recupero che non risulta ancora completato. Spostandosi dal centro della città verso Mugnano, c’è un altro gioiello invisibile, classificato come edificio fantasma Villa Venusio. Nonostante sia ridotta quasi a un ridere conserva tutto il suo fascino. All’interno pavimenti di “riggiole”, storica mattonella colorata, volte alte e affrescate. Tutto nel degrado. La lista degli edifici storici abbandonati è lunghissima. L’ospedale della pace in via dei Tribunali, il manicomio di Aversa, il tabacchificio di epoca fascista a Battipaglia, sono solo alcuni dei luoghi dimenticati da chi dovrebbe, invece, valorizzarli. Servirebbero progetti, fondi e idee per non lasciar morire, tra le pareti, la storia e la meraviglia di cui quelle strutture sono testimoni e custodi.