“Il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati”. Con due righe stringate il reggente politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi sospende l’attesa votazione destinata agli iscritti pentestellati sulla piattaforma Rousseau in merito alla fiducia ad un esecutivo a guida Mario Draghi.

Una mossa che va letta nella paura del “leader” del M5S di essere sconfessato dalla base: l’apertura a Draghi infatti sta distruggendo in mille pezzi il Movimento, spaccato come mai tra correnti senza identità.

Una mossa attesa dopo la richiesta arrivata ieri sera da Beppe Grillo, garante e fondatore del Movimento, in un video di circa sette minuti in cui si appellava agli iscritti chiedendo di “attendere”. Col consueto tono ironico Grillo aveva spiegato, tra il serio e il faceto, che Draghi “mi ha dato ragione su tutto, ma domani votare su queste robe” su Rousseau “no, aspettiamo un attimo. Aspettiamo lui che abbia le idee chiare, perché lui dirà cosa vuol fare, perché non ha ancora le idee chiare”.

Grillo chiedeva di “aspettare un attimo, per fare delle domande cui voi dovete dare delle risposte. Sarete voi a decidere cosa dovremo fare: andare, non andare, mandare affanc.. questo o quell’altro. Vediamo un attimo. Vi chiedo un attimo di pazienza”. Quanto al presidente incaricato Draghi, Grillo aveva anche raccontato come era stato il loro incontro a Palazzo Montecitorio: “Io mi aspettavo il banchiere di Dio, invece è un grillino, mi ha detto ‘io vorrei iscrivermi’”.

IL MINISTERO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA –  Grillo è quindi tornato sulla fiducia all’esecutivo Draghi sul suo blog, legando ancora una volta il sì all’ex numero della Banca centrale europea con un punto evidenziato fortemente dalla delegazione grillina a Montecitorio, il ministero della transizione ecologica, proposta illustrata dallo stesso fondatore dei 5 Stelle al presidente incaricato. “Un Super-Ministero per la transizione ecologica lo hanno Francia, Spagna, Svizzera, Costarica e altri paesi. Presto lo dovranno avere tutti. Non lo dico io. Ce lo gridano la natura, l’economia, la società. E anche Papa Francesco. Siamo francescani, fondati il 4 ottobre, giorno di San Francesco”, scrive Grillo.

Il lungo articolo di Grillo si chiude con un chiarissimo riferimento a Draghi e al suo vecchio ruolo di banchiere: I banchieri hanno la leva principale per cambiare ma non hanno capito che bisogna cambiare. E quelli che hanno capito che bisogna cambiare non hanno la leva principale. Anche un banchiere e finanziere lo capisce, ma non può dire: “Sì, ma non adesso!” Mettiamo dei fiori nei nostri bazooka!”, è l’esortazione finale del garante pentastellato.

LA RIVOLTA DEI ‘DURI E PURI’ – La mossa del duo Crimi-Grillo certamente non farà contenta parte della base, quella più vicina al pasdaran dell’ortodossia grillina Alessandro Di Battista. Il “Che Guevara di Roma nord” martedì pomeriggio, intervistato da Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano aveva spiegato la sua posizione su Draghi e il voto su Rousseau: “Posto che la mia decisione è votare no (su Rousseau, ndr), non sono in Parlamento. Per cui se ci sono tanti parlamentari in dubbio l’opzione della possibile astensione possa essere ragionevole”, aveva detto l’ex deputato grillino.

Non sono mancate, già da ieri sera, le prese di posizione degli iscritti. Su Facebook le pagine dei principali leader del Movimento sono state prese d’assalto dagli elettori che vogliono potersi esprimere su Rousseau il loro ‘no’ al governo dell’ex numero della Bce. “Ormai non ci credi neanche più tu. Ciao Beppe, hai tradito un sogno“, è il commento più ‘votato’ sotto il video di Grillo.