Tre giornate, trenta partite. Zero calci di rigore concessi, zero cartellini rossi estratti, zero chiamate al monitor per i direttori di gara. Numeri che non sembrano da Serie A, campionato che negli anni è divenuto fin troppo famoso per le continue e futili perdite di tempo dovute a evitabili revisioni al VAR, o a espulsioni e rigori assegnati su episodi, vuoi in positivo o in negativo, decisamente dubbi rispetto alla reale entità della scorrettezza commessa in campo.

Forse qualcuno potrebbe pensare che la nuova carica a capo degli arbitri assunta da Orsato dopo le dimissioni di Rocchi stia fruttando finalmente qualcosa di buono per il nostro campionato, ma sicuramente è bene fare tesoro di ciò che vedremo dalle direzioni delle gare di questo primo turno europeo di Champions League per capire se effettivamente anche la Serie A stia cominciando ad andare al passo con gli arbitraggi internazionali.

Cosa aspettarsi dalla Champions League

In Serie A, dunque, d’improvviso sembrano essere diventati tutti maestri della gestione degli episodi di campo dopo anni di errori da dilettanti allo sbaraglio che hanno sempre scaturito non poche polemiche. Arbitri timorosi che si affidavano quasi esclusivamente all’intervento del Var. Un atteggiamento che ha creato non pochi problemi ai club italiani, e alla stessa Nazionale, a livello internazionale. D’altronde, come si dice spesso in Italia dopo qualche episodio controverso: “Questo in Europa non te lo fischiano mai“.

Fino all’anno scorso ci si lamentava delle troppe interruzioni, nelle prime tre giornate di questo campionato si è storto il naso per episodi come, ad esempio, il gol convalidato a De Bruyne dopo il contatto con Vasquez nella gara d’esordio del Napoli in casa del Genoa. Era fallo? Forse. Ma se prima a molti non andava bene che si fischiava tutto, adesso, probabilmente agli stessi, non va bene che non si fischi nulla.

La differenza con gli altri anni

Negli ultimi due campionati, dopo tre giornate sono state collezionate ben 6 revisioni al monitor a bordo campo e assegnati 8 tiri dagli undici metri. Fino ad oggi (occhio a pensare subito ad un improvviso rovesciamento della medaglia) abbiamo invece assistito ad un calcio più fluido, senza continue interruzioni. E’ stata addirittura messa una regola che dalle rimesse in campo, che siano laterali o da fondo, non possano passare oltre 5 secondi per rimettere in gioco il pallone. All’AIA hanno sbattuto la testa? Forse, ma il cambio di passo era necessario, soprattutto dopo le polemiche dello scorso anno e le presunte pressioni sull’ex designatore Rocchi. Così l’arbitro torna finalmente al centro del villaggio.