L’ultimo giorno della convention Pd di Bologna apre l’ennesimo fronte di scontro nel governo giallo-rosso. A scatenare la bagarre le parole pronunciate dal segretario Nicola Zingaretti, che dal palco ha lanciato un messaggio al premier Giuseppe Conte ribandendo la volontà di preparare “una nuova agenda per questo governo, figlia degli accordi ma anche delle esigenze dell’Italia”.

In questa nuova agenda Zingaretti chiederà ai gruppi parlamentare Dem di inserire “lo ius culturae e lo ius soli come scelta di campo del Pd”. Altre priorità dovranno essere la revisione del decreto Salvini, oltre ad una legge “per parità salariale tra donne e uomini, ma per raggiungere l’obiettivo e non per mettere bandierine e avere un’intervista sui giornali. Ci vuole serietà non comizi”.

Parole che hanno infiammato i colleghi di governo. Fonti del Movimento 5 Stelle hanno fatto filtrare una forte irritazione per le parole di Zingaretti: “C’è mezzo paese sott’acqua e uno pensa allo ius soli? Siamo sconcertati – è il messaggio arrivato dai 5 Stelle – Preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese. Pensiamo al Paese, già abbiamo avuto uno che per un anno e mezzo ha fatto solo campagna elettorale. Noi vogliamo pensare a lavorare”.

Alle polemiche grilline ha subito risposto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando: “A molti esponenti dei 5Stelle sembrerà impossibile. Ma noi riusciamo a pensare anche due cose nello stessa giornata”.