Ci sono degli incontri e dei libri che hanno il potere di migliorarci. Il libro di Nzapailanga è uno di questi. Una suggestiva e struggente biografia-formativa che narra di povertà, di miseria ma soprattutto di odio etnico e di intolleranza raziale ma anche di luce, di speranza e di educazione. Una pagina di vangelo scritta all’ombra di una sanguinosa guerra civile. È la biografia umana di un giovane religioso del centro Africa che diviene il più giovane cardinale al mondo, ordinato da Papa Francesco nel 2016. Un ragazzo che nasce in una famiglia umile da un papà cattolico e una madre protestante e che riceve una educazione semplice all’insegna di una tollerante integrazione interreligiosa.

Il giovane Dieudonnè raccoglie molto presto la forza della sua vocazione grazie alla quale comincia a viaggiare, a visitare i popoli e nazioni per ritornare nella sua terra, la Repubblica Centroafricana, alla vigilia di una enorme guerra da cui non si protegge ma che anzi affronta, visitando villaggi remoti, facendosi accompagnare da un imam e da un pastore protestante e che ha il coraggio di chiedere alla gente di disarmarsi, di non farsi giustizia da soli. Un libro che parla di una guerra combattuta “a mani nude per la pace” in un tempo in cui sentiamo tutti i giorni parlare di invio di armi, di munizioni a sostegno di una guerra combattuta a poche migliaia di chilometri da noi e non certo a mani nude. Il libro è la testimonianza “in presa diretta” di come si possa fare della propria vita un laboratorio naturale di integrazione inter-religiosa, di pacifismo reale, di pedagogia civile scevro da liturgie retoriche, nell’idea che Dio si incontra negli ultimi, nei più disperati del pianeta.

Il racconto risulta molto avvincente e vivido a tratti si fa “romanzo di formazione”, nell’idea più alta di questo genere letterario, nella crudezza della sua verità. Dieudonné Nzapalainga con la sua vita scrive una pagina pregnante e vivida di vangelo in un tempo in cui ne sentiamo particolarmente bisogno, nell’idea che esso non sia solo metafora ma debba tradursi in azioni che si fanno traccia, segno, solco. Una narrazione vitale e potente, inframmezzata di umani turbamenti, una lettura molto contemporanea e rivoluzionaria che tanti educatori, insegnanti e genitori dovrebbero utilmente fare.