“E’ tutto vero. Mi assumo tutte le responsabilità, sono colpevole di tutte le accuse che mi vengono contestate”. A parlare è don Michele Mottola, il sacerdote della parrocchia di Tentola Ducenta (Caserta) arrestato la scorsa settimana con l’accusa di abusi sessuali su una ragazzina di 11 anni che frequentava la chiesa.

LA CONFESSIONE – L’ammissione di don Michele arriva attraverso le parole del suo legale, Antimo D’Alterio, rilasciate all’agenzia AGI. Il sacerdote è stato interrogato questa mattina nel carcere di Secondigliano dal gip del Tribunale di Napoli Nord Antonino Santoro. Durante l’interrogatorio, oltre ad assumersi ogni responsabilità, don Michele ha chiesto scusa alla famiglia della bambina: “Spero riescano a perdonarmi. Ho intrapreso un percorso spirituale. Mi affido alla giustizia divina e terrena. Sono colpevole”. Il suo avvocato ha chiesto gli arresti domiciliari ritenendo non sussistano elementi per la detenzione carceraria.

INCONTRI REGISTRATI DALLA PICCOLA –  Le indagini, condotte dalla polizia e coordinate dalla procura di Napoli Nord, sono scattate subito dopo la segnalazione della Diocesi, che nel maggio scorso aveva sospeso il sacerdote dal servizio. Da quel momento sono state raccolte testimonianze, messaggi e registrazioni audio che hanno messo alle strette l’ex parroco. a quel punto anche la vittima ha confermato l’incidente probatorio. La vittima, stanca di subire, ha registrato con il suo smartphone gli incontri con il parroco che hanno portato poi all’arresto dell’uomo. L’indagato è ritenuto responsabile di abusi nei confronti della minore che, all’epoca dei fatti, partecipava assiduamente alle attività della parrocchia.

La 12enne non voleva più che il prete la molestasse, così ha registrato con il telefonino gli incontri tenuti col sacerdote nella canonica della parrocchia raccogliendo elementi rilevanti che hanno portato all’arresto dell’uomo. È così che la piccola, da sola, è riuscita a far scattare l’allarme. Nei confronti del parroco è stato avviato un processo canonico tuttora in corso. I genitori della bambina a maggio scorso hanno consegnato ai poliziotti del Commissariato di Aversa le registrazioni che poi sono state anche fatte ascoltare alla diocesi, che ha subito sospeso il parroco dal servizio, informando la Procura di Napoli Nord.

Nel frattempo gli investigatori del commissariato di polizia di Aversa, guidati da Vincenzo Gallozzi hanno raccolto anche delle testimonianze. Il cerchio sulla ricostruzione della vicenda si è chiuso con l’incidente probatorio che ha messo vittima e carnefice uno di fronte all’altro; la coraggiosa bambina ha confermato che gli abusi andavano avanti da tempo, mentre l’accusato si è difeso dicendo che la minore stava farneticando. Intanto i genitori della bimba si sono rivolti al programma tv ‘Le Iene‘ perché la vicenda venisse fuori in tutta la sua drammaticità.

SOSPESO DALL’ORDINE DEI GIORNALISTI – Intanto in mattinata il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha sospeso ad horas dall’Albo don Michele Mottola della parrocchia di Trentola Ducenta (Caserta), giornalista pubblicista, arrestato dalla polizia su ordine del gip del Tribunale di Napoli Nord per abusi su una minorenne di 12 anni che frequentava la chiesa. Era stata la Diocesi di Aversa a inviare la segnalazione al procuratore Francesco Greco. Il presidente Lucarelli ha inviato contestualmente un esposto al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Campania.