La doppia mossa
Lavitola, Ranucci scopre il metodo Report e presenta denuncia per rivelazione di segreto d’ufficio e querela per diffamazione aggravata
Sigfrido Ranucci scopre il garantismo e dà mandato al proprio legale di presentare “atto di denuncia e querela per rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo. Denuncia che non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto”.
Il metodo Report, fatti di testimonianze anonime, voci camuffate, atti coperti da segreto pubblicati e così via, questa volta si ritorce contro il direttore del programma d’approfondimento della Rai, le cui repliche – è il caso di dirlo – sono state sospese più per ripicca che per altro.
Le indagini sull’attentato subito e sul presunto coinvolgimento dell’amico Valter Lavitola come mandante trovano spazio da giorni su giornali e siti web. Ranucci però non ci sta e attraverso il suo legale, Roberto De Vita, presenta in primis una denuncia e querela per diffamazione pluriaggravata ed altri reati in relazione “alla diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture ed insinuazioni che hanno trasformato, mediante esplicite allusioni, la vittima del grave attentato nel suo presunto beneficiario, attraverso espressioni che affermano o suggeriscono di un ‘finto attentato’ e altre analoghe formulazioni e di vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di inaudita gravità”.
Poi attacca non tanto i giornalisti ma magistrati e investigatori che hanno consentito ai primi di avere le carte dell’inchiesta in corso. “In relazione alla rivelazione di notizie ed estratti di atti, coperti dal segreto di indagine ed in particolare di contenuti di intercettazioni telefoniche, di brogliacci e di verbali di sommarie informazioni testimoniali, relative alla indagine tuttora in corso e di elevatissima delicatezza per il grave attentato dinamitardo nei confronti del dr. Sigfrido Ranucci, con conseguente pubblicazione sulle testate il Domani e La Verità , da cui deriva grave pregiudizio alle investigazioni, aggravamento dell’esposizione al rischio e pregiudizio reputazionale per l’uso parziale e strumentale a narrazioni distorte, i giornalisti Sigfrido Ranucci, Daniele Autieri, Giorgio Mottola, Paolo Mondani, Giulio Valesini Luca Chianca ed altri della Redazione di Report, hanno presentato atto di denuncia e querela per rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo. Denuncia che – precisa – non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto”.
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