Un grave lutto colpisce il mondo del giornalismo. È morto al Policlinico Umberto I di Roma dopo una breve malattia Peppino Caldarola. Storico dirigente del Partito Comunista a Bari, quindi deputato per due legislature prima nei Ds e poi ne L’Ulivo, è stato più volte direttore dell’Unità, dal 1996 al 1998 e dal 1999 al 2000.

Caldarola, scomparso oggi all’età di 74 anni, è stato per dieci anni collaboratore de Il Riformista, dal 2002 al 2012. Nel giugno 2019 diventa direttore della rivista Civiltà delle macchine, ma nelle sua lunga carriera giornalistica è stato per anni vice-direttore di Rinascita, fondatore e primo direttore di Italiaradio, direttore responsabile della rivista ItalianiEuropei.

Unanime il cordoglio della politica per la sua scomparsa. “È morto Peppino Caldarola. Bisognerà parlare di lui, della sua militanza, della sua intelligenza. Oggi però mancano le parole. Gli volevo bene”, scrive su Twitter il ministro per il Sud Peppe Provenzano. “Un enorme dolore la perdita del mio amico Peppino Caldarola. Un uomo colto intelligente e arguto. Ci mancherà moltissimo”, è il commento del ministro delle Politiche Ue Enzo Amendola, mentre per il ministro della Salute Roberto Speranza “lascia un grande vuoto la perdita di Peppino Caldarola. Mi mancherà la sua intelligenza critica”.