La questione
Paura fentanyl, la droga del zombie, come la Cina è diventata il centro della crisi degli oppioidi
Accanto alla guerra (visibile) con l’Iran, c’è un’altra guerra (invisibile) che preoccupa l’Amministrazione americana: la guerra del fentanyl. Scoperto dal medico belga Paul Janssen nel 1960, a differenza della cocaina o dell’eroina il fentanyl non ha bisogno di di piantagioni in cui coltivare e essiccare una pianta. Infatti il nuovo oppioide, capace di infondere un senso di benessere profondo e di placare ogni inquietudine, oggi può essere sintetizzato in laboratori grandi come una normale stanza da letto, camuffabili ovunque, anche all’interno di stabilimenti industriali insospettabili. La sua estrema versatilità chimica, inoltre, lo rendono una sostanza da taglio perfetta per confezionare qualsiasi tipo di droga. Il suo consumo di massa si è così trasformato in una tragedia di proporzioni bibliche. Con le sue oltre quattrocentomila aziende chimiche, la Cina non ha avuto difficoltà a imporsi come paese egemone nella produzione e distribuzione dei “fentanili” (fentanyl e suoi omologhi).
La rotta del fentanyl
Attraverso un imponente network commerciale, ingenti quantità di fentanili hanno cominciato a fare rotta verso l’America, l’Australia e l’Europa, nascoste in navi cargo cariche di merci di ogni genere. Ben presto la percentuale di decessi dovuti a overdose da oppioidi ha toccato livelli impensabili, soprattutto negli Stati Uniti. Le ragioni di questa spiccata letalità dei fentanili sono legate alla loro estrema potenza, in grado di “spegnere” in un istante le aree del cervello che regolano la respirazione, causando una riduzione drastica della frequenza e dei volumi respiratori. Negli Usa, i ventottomila mila morti censiti nel 2013 sono aumentati a un tasso del 45 per cento negli anni successivi. Sia pure con numeri più modesti, anche Germania, Svezia, Lettonia, Olanda e Estonia hanno dovuto fare i conti con gli effetti fatali del fentanyl.
La droga degli zombie
La minaccia del fentanyl, quindi, non poteva essere più ignorata. Nel 2016, le Nazioni Unite hanno così inserito le sue due principali molecole nella Convenzione contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope, permettendo così più stretti controlli sul loro smercio illegale. Da allora la questione del fentanyl è diventata una questione geopolitica, che spiegano, almeno in parte, i rapporti altalenanti di Trump da un lato con Messico e Canada (principali vie di transito del fentanyl negli Stati Uniti), dall’altro con la Cina (suo principale produttore mondiale). La partita tra le due principali potenze planetarie si gioca anche sul tavolo della “droga degli zombie”.
© Riproduzione riservata






