Nel 1988 ho incontrato Franco Battiato per un’intervista dopo il suo straordinario concerto sotto le stelle al Campidoglio. Nell’attesa stava fumando e ne sono rimasto sorpreso. Nella mia mente, il fumo mal si associava al mistico, al vegetariano, al musicista che ammiravo e che l’anno dopo sarebbe stato il primo artista di musica leggera a esibirsi davanti a un Papa nella Sala Nervi. Lo immaginai invece utile per coltivare la sua amicizia con Marco Pannella, accanito consumatore di sigarette e toscanelli. Battiato è morto nel maggio di cinque anni fa nella sua casa di Milo, in provincia di Catania.

Una mostra su Battiato

Al Maxxi di Roma sta per terminare la mostra che lo ricorda in questa ricorrenza, valorizzando musica e cimeli di questo musicista eclettico par excellence, transitato fra elettronica, pop e opera, ripercorrendo le tappe cruciali della sua vita artistica, ma trascurando il suo pensiero e impegno politico. Pur mantenendo la sua indipendenza e originalità anche in quel campo, Battiato è rimasto vicino al Partito Radicale sin dagli anni ’70, quando portò la sua musica ai festival di Re Nudo e di alcune organizzazioni radicali del nord Italia. Era il periodo dei suoi suoni sperimentali e look provocatori, dei dischi apprezzati più da Stockhausen che dal grande pubblico. Nel 1974, anno in cui si raccolsero le firme per otto referendum (fra cui quelli contro il finanziamento pubblico dei partiti e per la responsabilità civile dei magistrati), Battiato ha partecipato ai “10 giorni contro la violenza” organizzati dai radicali nei giardini della basilica romana di San Paolo.

Nel 1976 si è unito alla «Prima marcia internazionale in Europa degli antimilitaristi nonviolenti» che promuoveva il disarmo e la chiusura delle basi militari, dal Friuli alla Sardegna. Il suo impegno si estendeva comunque oltre i confini di partito. Nel dicembre 1992 si è esibito al Teatro Nazionale Iracheno di Baghdad. La prima guerra del Golfo era terminata quasi due anni prima, ma i danni erano ancora enormi, in particolare per l’infanzia irachena che sarebbe stata aiutata dai proventi del concerto.

L’unica esperienza istituzionale di Battiato

L’unica sua esperienza istituzionale fu quella inattesa, rapida e avara di soddisfazioni del 2012, come assessore alla Cultura e al Turismo della Giunta Crocetta in Sicilia. Più costante nel tempo fu invece il suo impegno a fianco del Partito Radicale, con un apprezzamento reciproco: nel 2013 Pannella assistette al suo concerto romano del tour “Apriti Sesamo Live” e i due si incontrarono più volte. Nel 2015 fu registrato nella sua casa di Milo il lancio della campagna radicale per il riconoscimento del “Diritto alla Conoscenza” come nuovo diritto umano fondamentale. La sua visione artistica e quella politica erano entrambe espressioni di una personalità appassionata ad esplorare gli infiniti aspetti della realtà senza rimanere ingabbiati da dogmi. Il “bus radicale” era il mezzo di trasporto ideale per questo fine.

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