Un repertorio immenso, che ha spaziato tra i generi più diversi, dalla classica all’elettronica, dal rock alla musica leggera, dalla musica etnica all’opera lirica.

Franco Battiato, il cantautore, artista e ‘Maestro’ morto oggi all’età di 76 anni, lascia una lunga serie di capolavori della musica italiana che tutti nella vita almeno una volta hanno ascoltato, cantato o anche ballato. Un cantautore che, nonostante la forte spinta innovativa e sperimentale, ha saputo produrre delle ‘hit’ rimaste nella storia della musica più ‘popolare’.

LA CURA

Brano del 1996 contenuto nell’album “L’imboscata”, è scritto assieme al filoso Manlio Sgalambro. È considerato uno dei testi d’amore più belli della musica italiana, un testo che esprime la dedizione e il supporto incondizionato alla persona amata.

POVERA PATRIA

Tra le più attuali e contemporanee di Battiato, Povera Patria viene pubblicata nel 1991 all’interno dell’album ““Come un cammello in una grondaia”, registrato agli Abbey Road Studios. Una invettiva politica scritta per denunciare il decadimento morale del sistema politico e sociale, alla vigilia dello scandalo ‘Mani Pulite’ che rivoluzionerà la politica.

CUCCURUCUCÙ

Tra le più cantate e ballate di Battiato, Cuccurucucù si rivelerà un assoluto successo per il cantautore di Milo. Presente nell’album “La voce del padrone”, il testo è ricco di riferimenti e omaggi al mondo della musica, a partire dal suo tiolo ispirato a “Cuccurucucù paloma” di Caetano Veloso.

CENTRO DI GRAVITÀ PERMANENTE

Fa parte del disco-capolavoro di Battiato, “La voce del padrone”, pubblicato nel 1981. Un testo che, solo apparentemente, appare slegato e privo di logica: in realtà tramite il brano il cantautore siciliano parla della sensazione di smarrimento che lo attraversava in quel periodo della vita.

PROSPETTIVA NEVSKIJ

Capolavoro presente all’interno dell’album “Patriots”, del 1980, Battiato si immagina nelle strade di Leningrado, in Unione Sovietica, tra riferimenti alla politica e al cinema.

BANDIERA BIANCA

Ancora un estratto dall’album del 1981 “La voce del padrone”, con Bandiera Bianca Battiato riesce ancora una volta ad unire in meno di cinque minuti musica colta e ‘pop’, tra una feroce critica alla società contemporanea e alla politica.

VOGLIO VEDERTI DANZARE

Brano sperimentale, tra un testo con riferimenti esoterici e musiche elettroniche che sfociano sul finire in un valzer viennese, Voglio vederti danzare è contenuta nell’album “L’arca di Noè” del 1982. Un brano che nel corso degli anni è stato al centro di un numero impressionante di cover e riarrangiamenti, anche in ‘salsa’ dance.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.