Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, negli ultimi giorni ha rilanciato il tema del fine vita, questione spinosa, anche perché trasversale, e soggetta a differenti sensibilità politiche, che sarà – dopo mesi di paralisi – discussa il prossimo 3 giugno al Senato.

Onorevole, perché il tema del fine vita è prioritario da affrontare entro il termine di questa legislatura?
«Il nostro obiettivo è colmare un vuoto legislativo protrattosi per troppo tempo, che negli anni ha lasciato spazio a interventi regionali disomogenei e a pronunce della Corte costituzionale chiamate a supplire all’assenza di una disciplina nazionale».

Lei insistite sull’impianto del disegno di legge Zanettin-Zullo (FI-FdI). Perché è migliore del testo presentato da Bazoli (Pd)?
«Il disegno di legge Zanettin è frutto di un lavoro che ha tenuto in considerazione le varie sensibilità e che ha raggiunto un punto di equilibrio che può essere migliorato ulteriormente».

Su un tema etico come questo, la politica cerca il compromesso. Come si medierà con la sinistra?
«Forza Italia ha avuto il merito di aver riportato la questione al centro dell’agenda politica riaprendo il dibattito al contributo parlamentare. Ora è essenziale il confronto. Fare muro contro muro significa assumersi la responsabilità di “non decidere”, accettando il caos normativo su un tema delicatissimo».

Il punto di partenza, per voi, è la sentenza della Corte costituzionale del 2019, decisione che ha tracciato i confini entro cui costruire l’intervento normativo e che prevede requisiti rigorosi. Ritiene si debbano render meno stringenti?
«La Corte costituzionale ha definito i confini entro cui l’intervento normativo deve muoversi: una persona affetta da una patologia irreversibile e fonte di sofferenze fisiche o psicologiche, che ritiene assolutamente intollerabili, la quale sia tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale, ma resti capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Sicuramente un tema su cui confrontarsi sarà il ruolo del Servizio sanitario nazionale».

Avete considerato che sia prevista l’obiezione di coscienza per chi è chiamato ad assistere, come nella questione legata all’interruzione di gravidanza?
«Questo tema sarà inevitabilmente affrontato nel caso in cui le modifiche portino a un ruolo del Servizio sanitario nazionale».

Cosa risponde ai Pro-Vita che hanno accusato Forza Italia di «infangare» la memoria di Berlusconi, che fece «l’impossibile per impedire l’omicidio di Eluana Englaro»?
«Forza Italia è sempre stata liberale e attenta ai diritti. Sin dalla sua nascita, ha messo la persona al centro della sua azione politica. Silvio Berlusconi ci ha insegnato a credere nella libertà come affermazione della personalità di ciascuno. In ogni ambito. Su questo tema, ovviamente, ci sarà libertà di coscienza».

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Classe 1998, nata sotto il segno del cancro. Veneta, al momento a Roma. Seguo la politica estera e le cronache parlamentari. Tennista a tempo perso, colleziono dischi in vinile e li ascolto rigorosamente davanti a un calice di rosso. Kierkegaard e Nozick due grandi maestri.