Una frode all’assicurazione e un errore nel settaggio del timer dietro la tragedia di Quargnento ad Alessandria, dove in seguito all’esplosione in una cascina lo scorso 5 novembre hanno perso la vita i tre vigili del fuoco Matteo Gastaldo, 46 anni, Marco Triches, 38 anni, Antonio Candido, 32 anni.

IL FERMO – E’ quanto rende noto il procuratore di Alessandria Enrico Cieri nel corso della conferenza stampa relativa al fermo del proprietario della cascina, Giovanni Vincenti, ascoltato nella notte dai carabinieri del Comando provinciale di Alessandria che, “al termine di serrate e articolate indagini”, hanno “proceduto al fermo d’indiziato di delitto nei confronti un soggetto ritenuto responsabile dei delitti di disastro doloso, omicidio e lesioni volontari in relazione ai noti fatti verificatisi in Quargnento (Alessandria), nella notte tra il 4 e il 5 novembre”, quando nell’esplosione di una cascina tre vigili del fuoco hanno perso la vita.

IL MOVENTE, “NON VOLEVA UCCIDERE” – Indagata a piede libero anche la moglie del proprietario della cascina. La coppia era”fortemente indebitati” spiega in conferenza il procuratore Enrico Cieri, illustrando i particolari dell’operazione che ha portato al fermo di Vincenti. Il movente, così come confessato dallo stesso Valenti, che lo ha spinto a far saltare in aria la cascina è economico: lui e la moglie (anche lei indagata) erano fortemente indebitati e lo scorso agosto l’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso, con un massimale era di un milione e mezzo di euro. “L’indagato Giovanni Vincenti ha ribadito la sua volontà di provocare danni solo alle cose e ha escluso una sua volontà omicida” fa sapere il capo della Procura. “Era sconvolto. Non avrebbe mai voluto questa conseguenza che purtroppo c’è stata, e ha perso la testa” aggiunge.

“ERRORE TIMER” – “Le bombole, secondo le dichiarazioni di Vincenti, dovrebbero essere sette, collocate nei vari locali dell’abitazione, aperte perché saturassero gli ambienti e provocassero l’esplosione all’1.30 della notte. Finora – ha spiegato Cieri – ne sono state trovate tre. Il timer era stato settato all’1.30, ma erroneamente un altro timer era stato settato a mezzanotte. Quindi accidentalmente c’è stata una prima piccola esplosione che ha allertato i vigili del fuoco che poi si sono recati sul posto con i carabinieri”.

“TRAGEDIA EVITABILE” – L’errore di impostazione del timer e la telefonata ricevuta dal titolare della cascina all’una di notte, quando è stato informato da un carabiniere che il primo rogo era quasi domato, avrebbero potuto evitare la seconda esplosione e la successiva morte dei tre pompieri. “Vincenti – spiega il procuratore di Alessandria – non ha detto che all’interno della casa c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all’1, ci sarebbe stata mezz’ora di tempo per evitare la tragedia”.

LA DINAMICA – Secondo la ricostruzione del capo dei pompieri Fabio Dattilo,  i vigili del fuoco sono stati chiamati per un “incendio in abitazione” ma quando sono arrivati non hanno trovato fiamme. C’erano invece 2 edifici, uno dei quali con dei segni di una deflagrazione. “Gli uomini sono entrati dopo aver notato segni di effrazione e hanno scoperto due bombole da cui uscivano dei fili elettrici. Non c’erano fiamme ma il gas era comunque fuoriuscito e aveva dato vita ad un ‘flash fire’, una fiammata che aveva provocato danni alla struttura ma non il crollo”. Dopo un’ora d’intervento i pompieri sono usciti e si sono accorti che anche sull’altro edificio c’erano segni di effrazione. “Sono andati a verificare cosa ci fosse all’interno – spiega ancora Dattilo – e sono stati immediatamente investiti dall’esplosione. Tre di loro sono stati travolti dalle macerie dell’edificio crollato, altri due, assieme ad un carabiniere, che erano all’esterno, sono stati colpiti dall’onda d’urto”.