Una vicenda avvolta dal mistero, tra dubbi e piste da percorrere che vanno in direzioni opposte. Che fine ha fatto Alessio Gaspari, 25enne originario di Ortona (Chieti), scomparso nel nulla il 20 gennaio scorso? Del giovane terzo ufficiale di coperta sulla nave «Diva» di Aida Cruises, società che fa parte del gruppo Costa Crociere, non si hanno più notizie ormai da mesi, quando si persero le sue tracce mentre la nave priva di passeggeri era ferma da tempo in Danimarca a causa della pandemia di Coronavirus.

Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, la Procura di Roma avrebbe escluso al momento l’ipotesi del suicidio concentrando gli sforzi investigativi su una ipotesi ben più inquietante: omicidio. Il pm Giancarlo Cirelli, che ha affidato le indagini alla Digos, ha aperto un fascicolo contro ignoti per la scomparsa del 25enne, sparito nel nulla mentre la nave era ferma al largo di Skagen.

Un giallo reso ancora più inquietante dalla ricostruzione delle ultime ore trascorse sulla nave da Alessio. Il giovane terzo ufficiale di coperta trascorre infatti la serata a festeggiare assieme ai colleghi: l’indomani infatti sarebbero finalmente ripartiti per l’Italia, dove ad attendere il 25enne c’era la famiglia. Il giorno prima di scomparire il giovane scrive ai familiari che “il 21 sbarco in Danimarca. E mi portano in Germania in hotel perché la Danimarca non ci fa andare manco in hotel. E dall’hotel in Germania, il tempo di avere i risultati del tampone e volo per l’Italia”, riporta il Corriere.

Alle 21:30 c’è anche un video pubblicato su Instagram che mostra i festeggiamenti in corso sulla nave. Due ore dopo, intorno alle 23:30, la chiave elettronica di accesso alla sua cabina, sul ponte 8, registra un ingresso e un’uscita a distanza di un minuto circa l’uno dall’altra. La mattina dopo, intorno alle otto, il personale di bordo troverà i suoi effetti personale dall’altra parte della nave, sul ponte 4, situato molto più in basso rispetto a quello dove alloggiava.

Su questi oggetti personali, tra cui alcuni indumenti e due smartphone, la polizia scientifica ha compiuto accertamenti irripetibili: gli esiti sono attesi nelle prossime settimane.

La famiglia è convinta che Alessio “non aveva motivi per farla finita e aveva una gran voglia di tornare”, spiegano gli avvocati al Corriere. Certamente non aiuta l’inchiesta della procura capitolina l’assenza di telecamere sulla nave: quelle presenti nel punto in cui sarebbe scomparso non funzionavano per problemi tecnici. La svolta potrebbe essere segnata dalle videochiamata, ricevuta o forse effettuata da Alessio, avvenuta la sera della scomparsa tra le 23 e le 23:30, una circostanza riferita alla famiglia da alcuni testimoni.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.