Nel settore assicurativo, «nel 2021, i premi complessivi Vita e Danni hanno raggiunto 140 miliardi di euro, in aumento del 3,8 per cento, tornando così al livello del 2019». A parlare è Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, l’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, nel corso dell’assemblea dell’associazione svoltasi ieri all’Auditorium della Musica di Roma. «Nei primi mesi del 2022 il settore sta dimostrando una significativa capacità di resilienza al peggioramento dello scenario economico» e «non vi sono segnali di allarme», assicura Farina. Nel 2021 i premi Vita sono saliti a 106 miliardi (+4,5 per cento), i danni a 34,1 miliardi (+2 per cento) per effetto di un ulteriore calo del 4,5 per cento dei premi Rc auto. I numeri dimostrano non soltanto il ruolo strategico del settore assicurativo, ma anche il suo stato di salute positivo, nonostante le “molte incertezze” che toccano anche le compagnie «che debbono fronteggiare il rallentamento della domanda dei risparmiatori, i timori di un aumento del costo dei sinistri nei rami elementari, oltre che la perdita di valori del portafoglio titoli, a causa del rialzo dei tassi di interesse».

La domanda di protezione sociale da parte degli italiani, specie in un momento di crisi come questo, è sempre più alta. Ecco perché, nell’ambito del welfare, le compagnie assicuratrici si candidano al ruolo di pilastro complementare rispetto rispetto a quello pubblico rafforzato grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In ambito previdenziale c’è il proposito di diffondere le coperture integrative che in Italia rappresentano appena il 6 per cento del finanziamento complessivo delle pensioni (contro il 50 per cento del Regno Unito e il 52 per cento dell’Olanda). Lo stesso vale in sanità, dove, spiega la presidente Farina «una quota significativa della spesa diretta, oggi pari a 34 miliardi di euro all’anno, potrebbe così transitare verso forme di mutualizzazione del rischio per aumentare la protezione e l’economicità dei servizi». Grande interesse poi ad aumentare l’impegno nel settore agricolo, largamente sottoassicurato, nella gestione dei rischi da calamità naturali, sempre più di attualità a causa dei cambiamenti climatici, e nel sostegno all’economia produttiva.

Intanto, arrivano buone notizie da un ambito assai sentito dai cittadini: quello delle Rc Auto. «Nei primi mesi del 2022, malgrado il balzo dell’inflazione, si registrano prezzi in ulteriore, significativa diminuzione» per l’Rc Auto, ricorda Farina, con l’effetto di una «drastica riduzione del divario dei prezzi rispetto alla media europea, da 213 euro nel periodo 2008-2012 a 47 euro nel 2021, nonché tra le diverse aree del territorio nazionale». Tuttavia, la presidente dell’Ania avverte: «Dobbiamo però essere consapevoli che stiamo entrando in una nuova fase. L’inflazione è destinata ad avere un impatto sul costo dei sinistri, già in crescita nel 2021, e si rendono perciò ancor più necessarie riforme organiche del sistema che lo rendano sostenibile nel medio-lungo termine. Mi riferisco, in particolare, alla revisione del bonus-malus, alla modifica dell’imposizione fiscale sui premi, molto penalizzante nel confronto con l’Europa, alla definizione univoca del risarcimento dei danni per lesioni gravi alla persona». In generale, lo spettro dell’inflazione comincia a incombere anche sul futuro delle compagnie assicuratrici. «Se tra i lavoratori e le imprese dovesse radicarsi la convinzione che l’inflazione rimarrà elevata nel medio termine», le condizioni dell’economia globale «potrebbero peggiorare ulteriormente», avvisa Farina. Che, per questo, apprezza «l’appello rivolto alle parti sociali dal governatore Visco» affinché «sia evitata una vana rincorsa fra prezzi e salari e sia definito un recupero del potere di acquisto degli stipendi basato essenzialmente su aumenti una tantum, a meno che non si verifichi un significativo incremento della produttività».

Tra le sfide future dell’associazione sta, certamente, la triade innovazione, digitalizzazione, sostenibilità. Ma un ruolo sempre più strategico dovrà passare dalla formazione delle risorse interne. «La diffusione della cultura del rischio e dell’assicurazione rimane per noi un tema strategico», assicura Farina.

L’assemblea dell’Ania riserva anche uno spazio all’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, l’autorità amministrativa indipendente che esercita la vigilanza sul mercato assicurativo italiano per garantirne la stabilità e tutelare il consumatore. Luigi Signorini, presidente dell’Ivass, anticipa l’indagine tematica sulle polizze legate ai finanziamenti che sarà pubblicata in autunno. Tra i problemi ricorrenti: costi sproporzionati; prassi che ostacolano la valutazione di coperture alternative da parte del consumatore; vincoli e restrizioni ingiustificate nelle clausole contrattuali. «Sulla base di questi risultati, saranno sviluppati interventi e pratiche di vigilanza armonizzate», assicura Signorini. Che aggiunge: «Vorremmo privilegiare per quanto possibile misure basate sulla trasparenza e la concorrenza delle offerte. Ma per seguire questa strada è necessaria la leale collaborazione di banche e assicuratori, tra l’altro in termini di standardizzazione delle condizioni».

Resta il fatto che il settore assicurativo svolge un ruolo strategico nell’economia nazionale.È quanto emerge dal saluto del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti secondo cui il «momento storico molto particolare di crisi, di incertezza che travaglia imprese e famiglie» investe il mondo delle assicurazioni della «grandissima responsabilità di restituire garanzie e certezze a famiglie e imprese disorientate». Un invito a «fare uno sforzo comune di gestire al meglio questa fase di grave incertezza». Conclude Giorgetti con fiducia: «Credo che saprete certamente cogliere il senso del momento e essere all’altezza della vostra responsabilità».

Nella parte finale della relazione, la presidente concentra un menu di richieste rivolte alla politica. «Chiediamo la definizione di regole chiare e stabili nel tempo, che rendano più efficace il nostro lavoro e consentano la costruzione di nuovi e più efficienti corridoi dove le nostre specificità possano incontrare i bisogni di cittadini, sistema produttivo, istituzioni», dice Maria Bianca Farina. Per l’attuazione delle riforme contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è necessario «liberare il sistema produttivo dal groviglio di inadeguatezze e vincoli». La presidente dell’Ania ricorda poi che il Pnrr «ha permesso di delineare importanti interventi e riforme volti a favorire lo sviluppo economico, la competitività e la resilienza». Le riforme, quindi, «sono indispensabili, da troppo tempo attese» e, proprio per questo, «occorre adesso realizzare in tempi rapidi, superando le divisioni e gli interessi particolari».

Journalist, author of #Riformisti, politics, food&wine, agri-food, GnamGlam, libertaegualeIT, Juventus. Lunatic but resilient