Potrebbe arriva fino a 500 milioni di dollari la cifra che Apple, il gigante della tecnologia di Cupertino fondata da Steve Jobs, dovrà pagare per chiudere la class action promossa dai consumatori che la accusano di aver rallentato tramite gli aggiornamenti software i vecchi iPhone, con l’obiettivo di spingere i proprietari ad acquistare nuovi modelli. A riportarlo è la Reuters, che rivela come l’accordo dovrà essere confermato dal giudice distrettuale Edward Davila a San Jose, in California.

L’azienda in realtà non ha mai ammesso le sue responsabilità, negando di aver commesso l’illecito, ma ha deciso di arrivare ad un accordo economico per evitare ulteriori oneri. Apple ha sempre attribuito i rallentamenti degli iPhone all’elevato utilizzo da parte dell’utenza e a sbalzi di temperatura. Sempre secondo la società di Cupertino, i tecnici Appel si sarebbero attivati da subito per tentare di risolvere il problema.

Stando a prime informazioni l’azienda pagherà 25 dollari ai consumatori in possesso degli iPhone: l’accordo riguarda sol oi possessori statunitensi di iPhone 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7, 7Plus o SE con sistema operativo iOS 10.2.1 o successivo oltre ai proprietari statunitensi dell’iPhone 7 e 7 Plus con sistema operativo iOS 11.2 o successivo prima del 21 dicembre 2017. L’accordo trovato tra Apple e consumatori è stato definito dagli avvocati di quest’ultimi “equo, ragionevole e adeguato”.