Al triplice fischio la rabbia era ancora troppa: forse qualche fallo non gradito, magari un cartellino mancato o dato con troppa leggerezza, fatto sta che un allenatore di una squadra under 14 ha rincorso l’arbitro – giovanissimo – fin dentro agli spogliatoi e lo ha aggredito. L’episodio è avvenuto al campo Grillo di Marano, in provincia di Napoli, al termine della partita tra Blue Devils e Savoia Ares Team, ed è stato denunciato da Umberto Marino, rappresentante della Maued Sport, associazione che ha organizzato il torneo tra ragazzini.

“Cose del genere su un campo di calcio non dovrebbero mai accadere, in particolare quando di mezzo ci sono dei bambini. Ci si dimentica troppo facilmente della figura che gli adulti dovrebbero ricoprire: quella di educatori. Un educatore dovrebbe fungere da esempio positivo per i giovani, invece più passa il tempo, più mi rendo conto che i giovani, dagli adulti, hanno sempre meno da imparare”, sono le parole di Marino su Facebook.

La decisione è stata quindi quella di escludere la squadra Savoia Ares Team dal torneo. “La mentalità con la quale si approccia alla competizione è totalmente sbagliata, servirebbe una rivoluzione in tal senso, ma quotidianamente sembra di lottare contro i mulini a vento”. Si tratta di un segnale forte, essendo comunque un provvedimento che coinvolge anche i piccoli atleti che niente hanno a che fare con l’aggressione.

“Spesso parlo di mancanza di coraggio nel dare segnali forti da parte delle società – scrive Marino – ed è giusto non tirarsi indietro e prendersi le proprie responsabilità. Proviamo ad eliminare il marcio, anche se sembra impresa impossibile. E, cosa fondamentale, non facciamoci abbattere da personaggi simili. I bambini che oggi si divertono sui campi di calcio, sono il futuro del mondo”.

Sono subito arrivate anche le scuse della società in questione, che in un comunicato ha specificato che “l’obiettivo principale della nostra scuola calcio è quello di insegnare ai ragazzi che il calcio è gioco e divertimento, che una partita non vinta non è una sconfitta ma un’esperienza per crescere, accettare e migliorare”. La società si è dichiarata estranea ai fatti in quanto messi in atto dal genitore di uno dei giovani atleti, temporaneamente inserito nello staff: “Non ci saremmo mai aspettati un comportamento del genere da un padre di famiglia che si è sempre comportato in maniera corretta nei nostri confronti”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.